Teatro Contro il Cambiamento Climatico: combattere la crisi ambientale attraverso l’arte

Da qualche anno un nuovo movimento artistico si sta diffondendo a macchia d'olio. È il Teatro Contro il Cambiamento Climatico, che sfrutta la potenza comunicativa del palcoscenico per comunicare messaggi fondamentali in questa epoca storica, mirati a suscitare consapevolezza e responsabilità nel pubblico che li ascolta.

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© Yadin Goldman Photography

Al via i preparativi per la nuova edizione del Festival Mondiale di Teatro contro il Cambiamento Climatico : Climate Change Theatre Action 2023.

Frutto della collaborazione tra l’Arts & Climate Initiative di New York e il Centre for Sustainable Practice in the Arts con sede in Canada, lanciato nel 2015 e realizzato a cadenza biennale, CCTA ha coinvolto, nelle sue edizioni passate, migliaia di artisti che hanno realizzato iniziative in ogni parte del mondo. Nel 2021, ad esempio, ha ispirato oltre 10.000 persone in più di 23 Paesi. Quest’anno il Festival di Teatro contro il Cambiamento CCTA si svolgerà dal 17 settembre al 23 dicembre, riunendo le comunità territoriali di tutto il mondo per intraprendere azioni locali e globali sul clima.

L’evento di apertura The Future Within Us ( Il futuro dentro di noi)  darà il via alla 5° Edizione del Climate Change Theatre Action in una serata di teatro divertente, poetica e toccante in programma per il 17 Settembre a New York dove non mancheranno musica e trucchi di magia e dove verranno messe in scena brevi opere originali di Nicolas Billon (Canada), Chantal Bilodeau (Stati Uniti), Miranda Rose Hall (Stati Uniti), Ethan King (Filippine) e Kevin Matthew Wong (Canada) per confrontarsi con un mondo che cambia utilizzando la narrazione e le performance dal vivo per promuovere il dialogo sulla crisi climatica globale e per creare una visione del futuro in grado di  ispirare le persone ad agire.

L’edizione di CCTA di quest’anno propone infatti il tema All Good Things Must Begin (Tutte le cose buone devono iniziare) ispirandosi alla letteratura di fantascienza della scrittrice statunitense afroamericana Octavia Butler che già negli anni Novanta aveva affrontato il tema del cambiamento climatico e della giustizia sociale. Non una visione del futuro catastrofica quindi ma piuttosto un tentativo di immaginare attivamente un futuro giusto, equo e sostenibile per cui valga la pena di lottare.

Al termine di ciascuna edizione del Festival, le opere teatrali commissionate a 50 drammaturghi provenienti da ogni parte del mondo vengono pubblicate in un’antologia per mantenere viva la loro diffusione ad ispirare soprattutto le nuove generazioni. A seguito dell’edizione del 2021, ad esempio, sono state incluse anche tre opere teatrali nell’antologia “The Climate Divide”, un libro didattico tematico a disposizione degli studenti delle scuole superiori danesi che studiano inglese in modo da poterle leggere e analizzare, generando risposte emotive e spunti creativi in grado di ispirare ad agire contro il cambiamento climatico.

In aggiunta alla parte artistica gli organizzatori sono inoltre incoraggiati a pensare a un’azione – educativa, sociale o politica/civica – che possa essere incorporata nel loro evento per rafforzare il senso di appartenenza della comunità e per aumentare il coinvolgimento del pubblico. Esempi di azioni degli anni precedenti sono state: Invitare i rappresentanti di organizzazioni locali che si occupano di ambiente o di giustizia climatica a parlare delle loro iniziative, organizzare una raccolta fondi per organizzazioni ambientaliste, banche alimentari o iniziative per la piantumazione di alberi, ospitare una tavola rotonda con scienziati e/o esperti di sostenibilità e condividere le linee guida locali per la sostenibilità.

In Italia invece l’attore e regista Giovanni Enrico Morassutti, portavoce del progetto e fondatore della residenza internazionale per artisti Art Aia – Creatives In Residence sta organizzando un evento interdisciplinare a Venezia che prevede il coinvolgimento di diversi partners sia locali che internazionali appartenenti al mondo della scienza, dell’arte, della ricerca, dell’attivismo ambientale e anche delle aziende per affrontare il tema a 360 gradi. L’ evento in programma per il 24 settembre mira a unire la comunità territoriale per informare sullo stato attuale e sulle possibili strategie per limitare il riscaldamento globale con l’obiettivo di innescare una riflessione sul nostro modo di esistere nel mondo mettendo in crisi le convenzioni del pensiero e della percezione antropocentrici.

“Climate Change Theatre Action rappresenta una rara opportunità di collaborazione interdisciplinare nell’affrontare la più grande sfida del nostro secolo ” dichiara Morassutti “Mi impegno a diffondere questo progetto, soprattutto in Italia, e a facilitare la collaborazione per aiutare le persone a costruire solidarietà e a ridurre la resistenza generale al cambiamento.”

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