Climate change, l’Unione Europea fissa la Carbon Neutrality al 2050

Obiettivo in linea con l'Accordo di Parigi, solo la Polonia rimandata a giugno 2020

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L’Unione Europea ha approvato i nuovi obiettivi in termini di lotta ai cambiamenti climatici, garantendo nuova spinta al progetto di Green deal promosso dalla Commissione europea. Secondo quanto stabilito dall’UE il nuovo target per il raggiungimento della Carbon Neutrality è fissato per il 2050, in linea con gli obiettivi dell’Accordo di Parigi. In occasione della COP25 di Madrid, dalle istituzioni comunitarie è arrivata anche la richiesta di fissare, entro la COP26 in programma a Glasgow, traguardi più ambiziosi per il periodo 2020-2030 e in linea con la “neutralità” entro 30 anni.

Tra i paesi della UE soltanto la Polonia non si è dimostrata in grado di impegnarsi sul fronte di una più ambiziosa lotta ai cambiamenti climatici e le discussioni in merito sono state rimandate a giugno 2020. Ungheria e Repubblica Ceca hanno accolto con soddisfazione la decisione della Commissione di creare un meccanismo “di giusta transizione”, con fondi a supporto del percorso verso la decarbonizzazione.

“In questa fase – si legge nelle conclusioni – uno Stato membro non può impegnarsi ad attuare tale obiettivo per quanto lo riguarda; il Consiglio europeo tornerà sulla questione nel giugno 2020”. Lo stato membro in questione è la Polonia del carbone.

“Sono abbastanza soddisfatta – commenta in proposito la cancelliera tedesca Angela Merkel – non c’è stata una divisione dell’Europa, c’è solo uno Stato membro che ha bisogno di un po’ di tempo per mettere in opera questa politica, ma abbiamo una buona prospettiva di avere successo Condividiamo tutti lo stesso attaccamento a questo obiettivo, un solo stato membro, la Polonia, ha deciso di non impegnarsi oggi e ha detto che lo farà a giugno dell’anno prossimo”.

Altro nodo cruciale è quello che riguarda l’energia nucleare, il cui impiego non si lega a nuove emissioni di CO2 ma pone numerose altre problematiche di carattere ambientale. Nelle proprie conclusioni il Consiglio europeo “riconosce la necessità di garantire la sicurezza energetica e rispettare il diritto degli Stati membri di decidere in merito ai rispettivi mix energetici e di scegliere le tecnologie più appropriate. Alcuni Stati membri hanno dichiarato di ricorrere all’energia nucleare nell’ambito del loro mix energetico nazionale”.

Questo anche se Frans Timmermans, vicepresidente della Commissione Ue con delega al Green deal, ha tenuto subito a sottolineare che il nucleare «non emette CO2 ma non si può definire una fonte di energia sostenibile. Sarà utile nella fase di transizione, ma non possiamo pensarla come una soluzione di lungo termine».

Mentre i tempi stringono e l’obiettivo diventa sempre più complicato da raggiungere, sono fondamentali azioni concrete e investimenti volti a contrastare il climate change e i suoi effetti negativi: “Il Consiglio europeo accoglie con favore e appoggia l’annuncio della Bei che intende sostenere investimenti, per un valore di 1000 miliardi di EUR, a favore dell’azione per il clima e della sostenibilità ambientale nel periodo 2021-2030 – si legge ancora nelle conclusioni – Sottolinea che il prossimo QFP contribuirà in modo significativo all’azione per il clima. InvestEU ha un ruolo importante nello stimolare gli investimenti privati per la transizione. Le regioni e i settori maggiormente colpiti dalla transizione beneficeranno di un sostegno su misura a titolo dell’imminente meccanismo per una transizione giusta. Il Consiglio europeo si compiace dell’annuncio della Commissione europea, in base al quale le sue imminenti proposte punteranno a facilitare investimenti dal valore di 100 miliardi di EUR attraverso il meccanismo per una transizione giusta. I finanziamenti a favore degli sforzi di trasformazione devono proseguire dopo il 2030”.

“Finalmente i Capi di Stato e di Governo hanno deciso sulla neutralità climatica, un obiettivo che sembra lontano nel tempo, ma che deve informare tutte le politiche europee da oggi in poi – ha detto Mariagrazia Midulla, responsabile Clima ed Energia del WWF Italia – Riconosciamo il merito ai Paesi della UE che hanno sostenuto l’obiettivo di neutralità climatica, inclusa l’Italia, e alla Commissione Europea per il suo tempestivo e necessario riferimento a un imminente meccanismo di giusta transizione. Ora dobbiamo rimboccarci le maniche e lavorare per varare una forte strategia italiana di decarbonizzazione, davvero coerente con il Green New Deal e la decisione a livello europeo, nonché migliorare il Piano Energia Clima (PNIEC) per prepararci all’innalzamento dell’obiettivo di riduzione al 2030. In questo modo si potrà anche influire nel modo giusto, vale a dire con l’esempio e non con la retorica, sulla conferenza sul Clima COP26 del prossimo anno, conferenza che peraltro vedrà l’Italia protagonista”.