Cai, viaggio tra i villaggi degli alpinisti e i percorsi fluviali da riscoprire

Nell'ambito del Festival dello Sviluppo Sostenibile, un weekend tra turismo lento ed esperienziale alla scoperta dell'identità montana in Val di Zoldo

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© Roberto De Rocco

Promuovere una forma di turismo sostenibile puntando su identità culturale e valenze ambientali, e preservare il territorio (da quello montano a quello fluviale) come bene comune per le future generazioni, attraverso conoscenza e valorizzazione.

Sono questi i concetti chiave che il Club alpino italiano intende veicolare con i due eventi in programma questo fine settimana in Veneto, organizzati nell’ambito del Festival dello Sviluppo Sostenibile 2020 promosso da Asvis.

Oggi e domani in Val di Zoldo (BL) si terrà l’evento “Villaggi degli alpinisti, turismo e identità montana”, incontro nazionale dedicato a questa idea di turismo unica, sostenuta da un progetto europeo che vede la collaborazione tra i club alpini tedesco, austriaco e italiano. Il programma prevede un convegno presso la Sala comunale di Fusine questo pomeriggio e un’escursione al Rifugio Bosconero domani, alla quale seguirà una tavola rotonda sul ruolo del rifugio come presidio ambientale e culturale.

Il riconoscimento di “Villaggio degli alpinisti” (Bergsteigerdörfer), ideato nel 2008 in Austria, ha consentito di creare una rete transfrontaliera di località alpine che condividono le medesime caratteristiche: sono immerse in una natura incontaminata, sono prive di strutture impattanti e sono caratterizzate dal permanere di tradizioni mantenute vive dalla popolazione locale. Il tutto per suggerire al visitatore un approccio rispettoso dell’ambiente.

La valle zoldana (comuni di Val di Zoldo, Cibiana di Cadore e Zoppé di Cadore) è stata la prima area montana italiana a ottenere l’impegnativo e ambito riconoscimento, dopo un percorso di candidatura portato avanti con il sostegno del Cai in un’ottica di promozione di una forma di turismo tale da garantire il minor impatto ambientale, di valorizzazione estetica ed antropica del paesaggio e di recupero delle radici culturali e delle tradizionali attività lavorative.

Nella due giorni si approfondirà il ruolo di villaggio degli alpinisti come strumento per coniugare il turismo e la difesa dell’identità montana, insieme alla necessità di una nuova organizzazione turistica e una nuova mobilità che garantiscano la sopravvivenza dei piccoli centri, alle buone pratiche per la cura dell’ecosistema e al sopracitato ruolo dei rifugi in tale processo. Interverranno al convegno di apertura, tra gli altri, il Segretario di Asvis Luciano Forlani e la Vicepresidente generale del Cai Lorella Franceschini.

Domani, domenica 27 settembre, il Club alpino parteciperà poi all’evento “Riscoperta e rivalutazione dei percorsi fluviali tra paesi e metropoli del nostro territorio”, organizzato da Intesa – insieme per uno sviluppo sostenibile. I ragazzi dell’Alpinismo giovanile del Cai Veneto, insieme ai coetanei delle altre associazioni coinvolte, si incontreranno ai Laghetti di Martellago dopo aver camminato per 20 km lungo l’argine in destra idrografica del Marzenego/Osellino.

L’obiettivo è portare i giovani a contatto con l’ambiente naturale del proprio territorio, da preservare e tutelare attraverso un processo di maggior conoscenza e d’impegno civile nella vigilanza, nella protezione e nella valorizzazione.