Il 2020 è stato l’anno del Covid anche sui media: ambiente in secondo piano

Il 2020 doveva essere l'anno della svolta green invece la pandemia da Covid-19 ha catalizzato l'attenzione dei media facendo passare l'ambiente in secondo piano

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Il 2020 si prospettava l’anno della svolta green per arrestare la crisi climatica, invece è diventato l’anno del virus. La pandemia, travolgendo il pianeta, ha concentrato su di sé l’attenzione di tutti i media riscrivendo le priorità dell’agenda globale e rallentando la promozione dello sviluppo sostenibile.

A questo proposito, l’Osservatorio Sostenibilità e Ambiente ha presentato il Rapporto Eco-Media intitolato “L’informazione ambientale in Italia”.

In un arco di quattro mesi, l’indagine ha selezionato dieci parole chiave (o keyword) e ne ha analizzato la ricorrenza all’interno di telegiornali, testate web e social network. Accanto ai termini: ‘ambiente’, ‘biologico’, ‘clima’ (o ‘climate change’), ‘ecologia’, ‘green economy’, ‘inquinamento’ e ‘mobilità sostenibile’, è stata aggiunta la keyword: ‘covid-19/coronavirus’. Dall’analisi si evince che la pandemia ha influenzato tutti i servizi: dalla politica alla cultura, dall’economia allo sport.

Nello specifico, quale peso ha avuto la crisi sanitaria nei tre principali mezzi di comunicazione e quanto è stato ridotto lo spazio dedicato all’ambiente?

I telegiornali

Non c’è notiziario televisivo in cui non siano menzionate le parole ‘covid-19/coronavirus’: tra i sei telegiornali osservati, questa keyword predomina sulle altre nove. Tuttavia, dall’analisi emerge una sensibilità differente sul tema green. Per il Tg1 l’attenzione alle questioni sostenibili è molto forte così come nel Tg di Tele 2000, l’unico telegiornale locale tra quelli monitorati. Il Tg3 non riserva molto spazio alle notizie sull’ambiente e il Tg5 ha parlato di economia verde quasi esclusivamente in relazione all’accordo sul Recovery Fund, ai finanziamenti per i monopattini elettrici o agli ecobonus. Un simile impatto anche nei servizi di SkyTG24 e Tg2000, mentre nel Tg di La7 solo il 3,5% delle keyword analizzate si riferisce alle questioni sostenibili contro il 96,5% relativo alla pandemia.

Le testate online

I sette quotidiani web selezionati sono stati scelti con l’obiettivo di ricostruire un quadro il più possibile completo dell’informazione digitale. Dopo ‘covid-19/coronavirus’, le keyword più menzionate da Repubblica sono ‘ambiente’ e ‘clima’, mentre nel Corriere della Sera, il 29% degli articoli analizzati tratta argomenti green contro il 16% del The Post Internazionale. Nel Sole24ore.com, l’ambiente non è al centro dell’informazione offerta; tuttavia occorre segnalare che – come ne Ilfattoquotidiano.it – ci sono diversi articoli che legano i termini ‘covid-19/coronavirus’ alle keyword ambientali. Scarsa attenzione, invece, si è riscontrata nei servizi del Giornale e nella sezione di Pesaro del Resto del Carlino.

I social network

Riguardo ai social network, la proliferazione delle fake news è stato il dato più rilevante. La pandemia ha innescato un classico meccanismo della comunicazione per cui insieme alla fame di notizie sono aumentati i rumors non certificati. I social network però hanno veicolato anche comportamenti pro-ambiente finalizzati alla sua salvaguardia tramite la nascita di piattaforme come ‘Wiser.org’ o l’italiana ‘EnviNET’.

Le sorti della comunicazione sostenibile

Ciò che emerge dal Rapporto Eco-Media 2020 è una riduzione dello spazio dedicato alle tematiche tradizionali, tra cui quelle ambientali. Nonostante vari studi scientifici abbiano messo in relazione pandemia e tematiche sostenibili, i media non hanno colto l’occasione per approfondire questa correlazione.

In conclusione, durante il 2020 l’attenzione per le questioni green potrebbe essere stata solo rimandata oppure indebolita dalle ristrettezze economiche. Il suo futuro dipenderà molto anche dall’impatto del vaccino.

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