Superbonus, quanto “inquina” la burocrazia?

Per ogni pratica di Superbonus edilizio occorrono fino a 32 documenti diversi. Dematerializzando si possono risparmiare 7.5 kg di carta e 1000 litri d'acqua. Boom di richieste dal settore edile, energetico e studi commercialisti (+175%) per digitalizzare le pratiche: con la firma elettronica il Superbonus diventa ancora più green.

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© Wesley Tingey on Unsplash

Ogni pratica può richiedere fino a 32 documenti diversi – un numero che può crescere in modo esponenziale se si vanno a guardare le singole pagine per ciascun documento – corrispondenti a un consumo stimato di 7.5KG di carta e 1000L di acqua per pratica. Sono i numeri della “burocrazia” legata al Superbonus, che, se da un lato ci aiuta a rendere più efficienti e sostenibili le nostre città, dall’altro si rivela una misura “sprecona” da un punto di vista documentale.

A fare i conti sul peso che le pratiche necessarie per il Superbonus possono avere sull’ambiente è Yousign (www.yousign.com), azienda punto di riferimento europeo della firma elettronica che punta a digitalizzare su cloud 15 milioni di documenti in Italia entro il 2023, che dimostra come la dematerializzazione documentale possa davvero avere un impatto positivo sulle aziende e sul pianeta: considerando infatti una media di 3 pagine a documento, e un totale di 100.000 pratiche attese in Italia nel 2022, il risparmio in termini di carta e acqua “digitalizzando” il Superbonus potrebbe arrivare rispettivamente a circa 800 tonnellate di carta e 1 milione di M3 d’acqua.

L’edilizia è un settore a bassissimo tasso di digitalizzazione, ma il Superbonus sta – involontariamente – anche aiutando in questo senso: con Yousign abbiamo registrato un aumento del +175% nelle richieste di firma elettronica da parte di imprese edili, general contractor, società che operano nel mondo dell’efficienza energetica o studi commercialisti che nella loro posizione di consulenza, aiutano i propri clienti a raccogliere, firmare ed inviare i documenti necessari per ottenere l’Ecobonus. Tutte legate all’esigenza di snellire, semplificare e velocizzare la burocrazia legata agli incentivi – spiega Fabian Stanciu, Country Manager di Yousign per l’Italia – La firma elettronica, per quanto rappresenti una piccolissima parte del processo, può davvero portare impatti significativi sui grandi numeri: abbiamo aziende del settore che hanno digitalizzato oltre 5 mila pratiche negli ultimi sei mesi, che significa non solo semplificare, ma anche risparmiare co2, acqua e carta”.

Anche al di là del Superbonus, l’impronta ecologica di pratiche così significative viene spesso trascurata, ma può diventare davvero importante. Per calcolarla Yousign ha messo a punto un simulatore ecologico che si basa l’analisi di tre fattori: il numero di documenti inviati per firma, quello di pagine per documento e infine il numero di destinatari per ogni documento. E’ un modello che tiene conto del fatto che ogni destinatario di un documento lo stampi in media una volta e che la carta utilizzata contenga il 10% di materiale riciclato. Per determinare i valori finali questi dati poi vengono incrociati e rielaborati con le emissioni annue di CO2 di un frigorifero (classe A++), i litri d’acqua per riempire una vasca da bagno e il peso dei rifiuti solidi in un bidone della spazzatura da circa 75 litri”.

Il simulatore ecologico di Yousign è raggiungibile a questo link.

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