Su plastiche monouso Italia contraddice indicazioni europee

L’UE è in prima linea nella lotta contro l’inquinamento da plastica. Dal 3 luglio 2021 non è più possibile immettere sui mercati degli Stati membri dell’UE piatti, posate, cannucce, aste per palloncini e bastoncini cotonati di plastica monouso. Il 14 gennaio è entrata ufficialmente in vigore la legge che vieta l’uso della plastica monouso, non biodegradabile e non compostabile.

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© Volodymyr Hryshchenko on Unsplash

Il 14 gennaio sono entrate in vigore in Italia le nuove norme sulla plastica monouso, che recepiscono la Direttiva Europea Sup. Le modalità di applicazione definite dal Governo contraddicono con quanto previsto dall’Unione Europea, snaturando l’impianto della Direttiva. In Italia, infatti, non si prevede alcun tipo di incentivo per il riciclo meccanico della plastica, trascurando così un settore che costituisce il cuore dell’economia circolare.

L’Italia devia quindi pericolosamente dall’obiettivo strutturale della Direttiva, cioè la circolarità delle materie plastiche. Secondo il Regolamento europeo sulla “Tassonomia Verde”, infatti, il riciclo meccanico è considerato il processo più sostenibile per il trattamento delle materie plastiche, poiché per ogni tonnellata di materia plastica riciclata si risparmiano 1,9 tonnellate di petrolio, si riducono le emissioni di CO2 di 1,4 di tonnellate, nonché quantità ingenti di energia elettrica. L’utilizzo circolare delle materie plastiche, che sappiamo essere l’obiettivo principale della Direttiva, potrebbe essere favorito maggiormente estendendo le previsioni di un contenuto minimo obbligatorio, al 50%, di plastica riciclata tracciata post-consumo.

“Si tratta di aspetti fondamentali, di cui il Governo non ha tenuto conto. Le scelte dell’Esecutivo nell’applicazione della Direttiva Sup scontano la mancanza di visione strategica e contraddicono l’indirizzo tracciato dall’Unione Europea, rischiando di esporre l’Italia a richiami o a procedure anche più severe. Non dimentichiamo l’obiettivo al 2030, posto anch’esso dalla UE, del 55% di riciclo effettivo di rifiuti di imballaggio in plastica. Si tratta di un target sfidante e che difficilmente verrà raggiunto senza il contributo delle imprese del riciclo meccanico delle plastiche e senza misure che favoriscano il comparto delle plastiche riciclate”, sottolinea il Presidente di Assorimap Walter Regis. Lo dichiara in una nota Assorimap.

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