L’UE approva il Green Deal, 100 miliardi di investimenti per l’economia verde

L’annuncio del vicepresidente della Commissione Ue Frans Timmermans. Legambiente: “Un’occasione che l’Italia non può sprecare”

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La Commissione europea ha presentato la prima proposta legislativa del Green Deal Europeo. Lo ha annunciato durante la plenaria del Parlamento Ue il vicepresidente della Commissione europea Valdis Dombrovskis: “Vogliamo raggiungere emissioni zero entro il 2050. Non possiamo fallire. Il piano per gli investimenti sostenibili adottato dalla Commissione europea” punta a “mobilitare almeno mille miliardi di investimenti nei prossimi dieci anni” e invia un chiaro segnale a tutti: “quando si fanno investimenti occorre pensare verde”.

Si tratta del regolamento che istituisce il Meccanismo per la giusta transizione. Uno strumento finanziario, dotato complessivamente di 100 miliardi di euro tra risorse pubbliche e private, cruciale per sostenere la decarbonizzazione delle regioni europee senza lasciare indietro nessun cittadino. Soprattutto in quelle comunità con un’economia dipendente dal carbone e da un’industria ad alta intensità energetica. 

I fondi nuovi sono solo 7,5 miliardi, che secondo la Commissione Ue daranno vita a 30-50 miliardi di investimenti pubblici, a cui si aggiungono fino a 45 miliardi dal vecchio programma di investimenti, e 25 in prestiti alle autorità locali. Un importante piano green ma, secondo Legambiente, si può ancora migliorare a partire dai criteri per l’utilizzo di queste risorse.

“Ora si apre una nuova fase, nella quale rendere più chiari e rigorosi i criteri proposti per l’utilizzo di queste importanti risorse finanziarie – spiega Edoardo Zanchini, Vicepresidente di Legambiente -, escludendo qualsiasi sostegno alle fonti fossili, gas incluso. Solo in questo modo sarà possibile garantire il raggiungimento del loro obiettivo prioritario: la neutralità climatica. Queste risorse devono essere disponibili solo per quelle regioni che si impegnano per la completa decarbonizzazione delle loro economie e devono beneficiarne soprattutto le comunità ed i lavoratori colpiti dalla transizione. Pertanto, i Piani territoriali per la giusta transizione, previsti dal regolamento, devono accelerare l’abbandono di tutte le fonti fossili. Non solo del carbone, ma anche del gas. E investire solo nelle rinnovabili e nell’efficienza energetica.

Per Legambiente con queste risorse a sostegno della transizione verso un’economia libera da fonti fossili, non si può più utilizzare come scusa la mancanza di adeguati strumenti finanziari per non impegnarsi ad aumentare l’attuale ambizione climatica europea. Al contrario, con queste risorse si creano le condizioni necessarie per un aumento al 65% dell’obiettivo europeo per il 2030 in coerenza con l’Accordo di Parigi. A tal fine, è cruciale che queste risorse si integrino con quelle del nuovo Bilancio Europeo per il prossimo decennio, in modo da abbandonare il sostegno delle fonti fossili ed investire molto più di oggi nell’azione climatica.

“Al Governo italiano – aggiunge Zanchini – chiediamo di presentare un piano per la transizione in modo da garantire che queste risorse non vengano sprecate e vengano investite nelle bonifiche e rinconversione delle zone industriali inquinanti ad alta intensità energetica”.