L’Europa ha scelto la natura!

Lo scorso 12 luglio il Parlamento Europeo ha votato a favore della Legge sul Ripristino della Natura e del Green Deal, nonostante una assurda campagna di disinformazione senza precedenti volta a fermarla, guidata da politici di destra e conservatori e dalle lobby dell’agrindustria e della pesca intensiva. E' stato, dunque, respinto il tentativo di bloccare la Nature Restoration Law, ma il Parlamento Europeo ha approvato una legge indebolita.

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© Endzeiter on Pixabay

Lo scorso 12 luglio il Parlamento europeo ha votato a favore della Legge sul Ripristino della Natura e del Green Deal, nonostante una assurda campagna di disinformazione senza precedenti volta a fermarla, guidata da politici di destra e conservatori e dalle lobby dell’agrindustria e della pesca intensiva.

A seguito di una forte mobilitazione pubblica per difendere la Legge e l’integrità del Green Deal dell’UE e per sfatare le fake news accuratamente diffuse da chi si opponeva, oltre un milione di firme e messaggi di cittadini, 6.000 scienziati, oltre 100 imprese, società civile e un’ampia coalizione di gruppi religiosi, il Parlamento ha approvato la Legge come già aveva fatto il Consiglio Europeo.

Questa vittoria, tuttavia, ha un costo molto elevato: per raggiungere un compromesso, i deputati al Parlamento europeo hanno sacrificato molti impegni e obiettivi qualificanti, arrivando ad approvare una posizione sostanzialmente più debole rispetto alla proposta originaria della Commissione. Nella votazione di oggi, il Parlamento europeo ha adottato l’emendamento basato sull’Approccio generale, che ha già indebolito in modo significativo il livello di ambizione della proposta di legge, in particolare per quanto riguarda gli obiettivi di ripristino dell’ambiente marino, delle torbiere e delle foreste, e cancellando l’articolo sull’accesso alla giustizia.

In particolare, la posizione adottata dal Parlamento ha cancellato l’articolo che avrebbe ripristinato la natura nei terreni agricoli, comprese le torbiere, rinunciando ad un elemento essenziale per aumentare la capacità dell’Europa di sequestrare il carbonio, ignorando che oggi in Europa è proprio l’agricoltura intensiva – che dipende dalle sostanze chimiche di sintesi e che semplifica gli agroecosistemi – la prima causa di perdita della biodiversità. È particolarmente grave la cancellazione delle azioni dedicate alla tutela degli impollinatori, fondamentali per contribuire alla sicurezza alimentare. Un ulteriore fonte di indebolimento deriva dall’emendamento – approvato – sulla necessità di effettuare una valutazione dell’eventuale impatto sulla sicurezza alimentare europea della Legge, ritardandone così l’implementazione e dando di fatto spazio alla campagna di allarmismo alimentata dal PPE di Weber e dai gruppi di estrema destra.

Il 12 luglio 2023 è stato comunque un giorno importante per la Natura e l’ambiente europeo e non solo!

La Nature Restoration Law non è stata bloccata e si conferma un simbolo per il futuro del Green Deal europeo.

Il voto dello scorso 12 luglio consente di continuare sul giusto e indispensabile cammino per salvare la biodiversità e a contrastare il cambiamento climatico. È grazie al sostegno del pubblico, della comunità scientifica e di aziende visionarie che la maggioranza degli europarlamentari ha votato a favore di questa legge, ed è con loro che continueremo, in sede di Trilogo (fase di confronto tra Commissione, Consiglio e Parlamento), a lavorare perché il testo finale adottato sia migliorato e risulti più efficace per contrastare la perdita di biodiversità e il cambiamento climatico.

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