Vino sostenibile, a Vinitaly si punta su qualità e innovazione tecnologica

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Sostenibilità e innovazione tecnologica: è questa la nuova frontiera del settore vitivinicolo a livello nazionale e globale. Negli ultimi anni, infatti, si è sviluppata una crescente attenzione verso la qualità del vino, che diventa ecologico grazie anche a una serie di progetti finalizzati a promuovere approcci orientati a una sempre maggiore sostenibilità delle produzioni.

Di questo e di molto altro si è discusso al Vinitaly dove, nel corso del “Tavolo di lavoro” svoltosi con il Ministro delle Politiche Agricole e del Turismo Gian Marco Centinaio, si è posto l’accento proprio sul tema della sostenibilità che «è un driver strategico di sviluppo e parte da una viticoltura “ragionata”». Queste le parole del presidente Federdoc, Riccardo Ricci Curbastro, che ha ricordato come «il cambiamento climatico stia imponendo di riesaminare le logiche che stanno alla base del nostro modo di agire per garantire la qualità del prodotto. Questa presa di coscienza va di pari passo con la sempre più puntuale richiesta di garanzie da parte del trade e ha fatto sì che nascessero strumenti adeguati».

Negli ultimi anni le aziende stanno acquisendo la consapevolezza dell’importanza della sostenibilità della produzione e decidono di abbandonare l’uso intensivo della chimica e di tutto ciò che danneggia la natura e la salute dei lavoratori del settore vitivinicolo. D’altro canto, anche i consumatori stanno diventando sempre più attenti alla qualità di ciò che consumano e preferiscono prodotti bio ed ecosostenibili.

Ma la sostenibilità da sola non basta, è indispensabile il supporto delle nuove tecnologie. «Il settore vitivinicolo – ha sottolineato Massimiliano Giansanti, presidente Confagricoltura – sta affrontando due sfide importanti per incrementare la propria competitività: affermare i propri prodotti sui mercati, anche internazionali, e favorire la sostenibilità dei processi produttivi. In entrambi i casi l’innovazione tecnologica è uno strumento strategico, anche per un prodotto di antichissima tradizione come il vino. Il vigneto 4.0 è una realtà radicata in molti territori, ma occorre ancora lavorare per superare molte criticità, sia strutturali sia politiche e culturali. La viticoltura “It” non è contro la tradizione o riservata alle “grandi aziende”, ma un’opportunità per rilanciare la competitività di tutto il comparto e per favorire la crescita e l’occupazione dell’agricoltura e del Paese».

Si punta, dunque, su un vino ecosostenibile che riscopra i sapori autentici e genuini di una volta, senza rinunciare alle tecniche e tecnologie moderne, in un connubio che mira a esaltare la qualità dei nostri prodotti a livello internazionale. I parametri sono definiti da quattro indicatori scientificamente riconosciuti e sviluppati sulla base di standard e normative internazionali: Aria (impronta climatica), Acqua (impronta idrica), Vigneto (impatto delle pratiche di gestione agronomica) e Territorio (impatto socio-economico-culturale). Sono queste le quattro parole chiavi dell’innovazione e della sostenibilità nel settore vitivinicolo, che punta a offrire prodotti di qualità a un pubblico sempre più esigente in materia enograstronomica.