Cambiamento climatico, a Londra il nuovo murale di Bansky

La lotta al cambiamento climatico ha coinvolto anche Bansky, il misterioso artista di strada che con ogni probabilità è l’autore di un murale un apparso a Londra a sostegno della protesta degli ecologisti di Extinction Rebellion, il movimento ambientalista radicale che nei giorni scorsi ha invaso a paralizzato la capitale britannica.

L’opera è stata dipinta su un muro a Marble Arch, dove il movimento ambientalista aveva allestito il campo base delle sue manifestazioni non violente a favore della lotta ai cambiamenti climatici. Il murale mostra un bambino a capo coperto – soggetto ricorrente nelle opere di Bansky – con in mano un simbolo di Extinction Rebellion e accanto una piantina verde appena interrata con la sua paletta. A fianco campeggia la scritta “From this moment despair ends and tactics begin”, ovvero “Da questo momento la disperazione finisce e iniziano le tattiche”.

L’artista di Bristol non ha ancora rivendicato la paternità del murale sul suo sito o sul suo account instagram, dove di solito pubblicizza le sue opere. Neppure il portavoce di Bansky ha rilasciato dichiarazioni in merito al lavoro apparso qualche giorno fa a Londra ma molti collezionisti ed esperti sono convinti che il murale sia autentico. La tecnica, la mancanza di una firma, il tema e l’impegno ambientalista dell’artista di Bristol confermerebbero che il lavoro sia stato eseguito da Bansky.

Bansky, che non ha mai svelato la sua identità, ha iniziato la sua carriera dipingendo sui muri degli edifici di Bristol, in Inghilterra, e in breve tempo è diventato uno dei maggiori esponenti della street art a livello mondiale. La sua arte, intrisa di satira, offre spunti di riflessioni sui nostri tempi e sulle questioni di stretta attualità.

Già in passato, Banksy aveva affrontano tematiche legate all’ambiente, al riscaldamento globale, all’inquinamento e alle barbare tecniche di macellazione. Il murale apparso a Londra si inserisce perfettamente nel contesto delle opere dell’artista di Bristol, che non ha voluto far mancare il proprio sostegno al movimento ambientalista britannico.