Capsule biodegradabili e commestibili, l’alternativa alle bottiglie di plastica

Piccole capsule biodegradabili riempite di bevande energetiche invece delle tradizionali bottigliette di plastica. Si tratta di una delle ultime iniziative, in ordine di tempo, per ribadire un concetto fondamentale: un mondo plastic-free è possibile.

Le capsule d’acqua commestibili sono state distribuite ai corridori della Maratona di Londra lo scorso 29 aprile e hanno destato curiosità in tutto il mondo tanto che la Skipping Rocks Lab, la startup ideatrice di questo innovativo prodotto, sta pensando di produrne in grande scala e immetterle sul mercato non soltanto per eventi sportivi.

Durante la maratone, i corridori devono rimanere idratati per l’intero percorso, che è di circa 42 km, con un impatto ambientale elevatissimo a causa delle centinaia di migliaia di bottiglie di plastica lasciate lungo tutto il percorso. Si stima che nel 2018 a Londra ne siano state utilizzate 920.000.

Le capsule sviluppate da Rodrigo Garcia Gonzalez e Pierre Paslier, giovanissimi fondatori della startup, si chiamano Ooho e sono composte di una bioplastica derivata dalle alghe marine. Sono già state utilizzate in altri eventi sportivi o durante festival musicali e concerti per contenere bevande e cocktail. La produzione può avvenire direttamente in loco, grazie a un piccolo macchinario trasportabile sviluppato dalla stessa Skipping Rocks Lab.

I sacchetti sono stati distribuiti ai corridori che transitavano al punto di rifornimento situato presso il 23esimo miglio della maratona: le capsule potevano essere ingerite integre o addentate per estrarre il liquido, una bevanda energetica fornita dalla Lucozade Sport. Le bolle gettate a terra si dovrebbero decomporre nel giro di 4-6 settimane, lo stesso lasso di tempo necessario alle bucce delle frutta. Un tempo nettamente inferiore rispetto ai circa 450 anni che occorrerebbero per smaltire una bottiglietta di plastica.

La startup inglese non intende fermarsi qui e sta lavorando per trovare delle alternative valide alla pellicola trasparente e alle alla plastica utilizzata nelle tazze di caffè usa e getta.

Un piccolo passo, quello compiuto a Londra, per ribadire la necessità di un mondo plastic-free. Su più fronti si lavora all’obiettivo comune di ridurre l’utilizzo di prodotti monouso per salvare l’ambiente e i nostri mari dall’inquinamento da materiali plastici sempre più preoccupante. La plastica, infatti, è tra i materiali più pericoli per il nostro Pianeta e minaccia di distruggere l’ecosistema marino, finendo addirittura nella filiera alimentare umana a causa delle microplastiche presenti nell’organismo di pesci e crostacei che arrivano sulle nostre tavole.

È necessario quindi agire subito per scongiurare l’allarme. Secondo gli esperti, se non si inverte la rotta, nel 2050 in mare ci sarà più plastica che pesci, con danni enormi per l’intero Pianeta.