Politiche sostenibili al centro dell’incontro tra ministri dell’Ambiente europei

Fondamentale investire nella sostenibilità per la ripresa post Covid-19. Costa: “Siamo chiamati a darci obiettivi ambiziosi e innovativi per riprogettare il futuro in un’ottica green"

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“L’UE ha l’opportunità di esercitare una leadership a livello globale sia nella lotta ai cambiamenti climatici sia nella tutela e nel ripristino della biodiversità. Possiamo rappresentare un modello per tutti i Paesi che credono nello sviluppo sostenibile del pianeta”. Queste le parole del ministro dell’Ambiente Sergio Costa, intervenuto ieri all’incontro in videoconferenza dei Ministri Ambiente Ue, per discutere di come politiche sostenibili possano contribuire alla ripresa dalla crisi Covid-19.

“Siamo chiamati a darci obiettivi ambiziosi e innovativi per riprogettare il futuro in un’ottica green, mettendo in atto soluzioni e iniziative per rendere l’economia e la società più sostenibili – ha proseguito Costa – Investire nell’economia verde significa migliorare la resilienza della nostra economia, attrezzandoci meglio per le emergenze, incluse quelle sanitarie. La crisi del Covid-19 ci offre l’opportunità per ridisegnare, attraverso una rafforzata collaborazione internazionale, il nostro sistema economico e per puntare a una ripresa verde, sostenibile e inclusiva, rivedendo il nostro modo di produrre, consumare e commerciare. Le misure previste nel Green Deal – e potenziate con il Recovery Plan – devono essere alla base di una siffatta ripresa. Questa è anche l’occasione per rimuovere gli incentivi che ancora premiano i settori dannosi per l’ambiente, e su questo l’Italia ha approvato una specifica norma: queste risorse vanno riassegnate agli operatori economici che optano per alternative verdi. Va poi data attuazione alla tassonomia per individuare le attività da sostenere per raggiungere i nostri obiettivi”.

L’incontro ha trovato tutti i ministri d’accordo sulla necessità che sia il patto verde europeo a guidare la ripresa verso una crescita verde e un’Unione più resiliente. Al centro del dibattito due temi fondamentali. Innanzitutto, si è discusso di come le misure derivanti dalle iniziative recentemente presentate del Green Deal europeo, come il piano d’azione per l’economia circolare e la strategia sulla biodiversità, possano contribuire in modo più efficace alla ripresa dalla crisi COVID-19 e contribuire a rafforzare la resilienza e creare un sistema più sostenibile. Inoltre, si è parlato di come l’attuazione del piano di ripresa possa garantire un ambiente di investimento stabile e lungimirante che generi crescita verde e posti di lavoro, mantenendo così l’UE sulla strada giusta verso l’obiettivo di un’Europa climate-neutral entro il 2050.

I ministri hanno sottolineato diversi punti, come ad esempio:

  • I collegamenti tra le iniziative nell’ambito del Green Deal europeo e la necessità di affrontarle in modo coerente.
  • Necessità di risorse adeguate per la transizione verde nell’ambito del piano di risanamento e del QFP.
  • L’importanza dell’obiettivo 2050 dell’UE di neutralità climatica per fornire un ambiente di investimento stabile a sostegno degli obiettivi del Green Deal, quali energia pulita, rinnovo degli edifici, innovazione e adattamento; in tale contesto diversi ministri hanno sottolineato la necessità di applicare il principio “non nuocere”, mentre alcuni hanno sottolineato la necessità di tener conto delle specificità nazionali o locali.
  • L’importanza di una strategia per la biodiversità per il recupero sostenibile e il ruolo della conservazione della natura e del ripristino degli ecosistemi nella costruzione di resilienza e nella prevenzione di future pandemie.
  • La necessità di integrare pienamente la biodiversità in altri settori come l’agricoltura, la pesca e la silvicoltura e di garantire un’attuazione coerente delle misure dell’UE in questi settori.
  • Economia circolare, con particolare attenzione al riciclaggio, una politica di prodotto sostenibile e più azioni sulla plastica, nonché un collegamento con la strategia imminente per i prodotti chimici. Molti ministri hanno sottolineato che l’economia circolare può dare impulso in particolare alla creazione di posti di lavoro locali e aumentare la resilienza rendendo l’Europa meno dipendente dalle importazioni. È stata anche menzionata l’importanza di creare un mercato ben funzionante per le materie prime secondarie.
  • La strategia Farm to fark e l’agricoltura biologica.

L’incontro è stato presieduto da Tomislav Ćorić, ministro dell’Ambiente e dell’Energia della Croazia. La Commissione era rappresentata dal vicepresidente della Commissione Frans Timmermans e dal commissario Virginijus Sinkevičius.