Giornata mondiale delle api, ecco perché salvarle dall’estinzione

Le api sono le custodi della biodiversità e svolgono un ruolo fondamentale per la sopravvivenza di molte specie vegetali. Per questo l’ONU ha deciso di dedicargli una giornata, istituendo la Giornata mondiale delle api che dal 2018 anno si celebra ogni 20 maggio per sensibilizzare l’opinione pubblica e i governi di tutto il mondo sull’importanza di salvaguardare questo insetto preziosissimo per la vita del Pianeta.

Da oltre trenta milioni di anni le api svolgono un ruolo essenziale nell’ecosistema, aiutando i fiori a espandere il proprio areale e a riprodursi. Oltre che alla sopravvivenza di molte specie vegetali, questi incredibili insetti sono necessari per la sopravvivenza della nostra specie, contribuendo in maniera decisiva alla sicurezza alimentare globale. Circa il 75 per cento delle colture utilizzate per la nutrizione umana sono infatti impollinati dalle api, le quali svolgerebbero inoltre un ruolo attivo nel mantenimento della biodiversità e nel ripristino delle aree prossime alla desertificazione. Le api, considerate oggi dei super-organismi, potrebbero perfino aiutarci nella comprensione del nostro cervello.

“Se le api scomparissero, all’uomo non rimarrebbero che quattro anni di vita”. Questo aforisma, attribuito ad Albert Einstein, ci racconta una grande e terribile verità. Le api, infatti, contribuiscono in maniera sostanziale alla salvaguardia dell’ecosistema globale, in quanto capaci di regolare il ciclo della fioritura e, di conseguenza, la capacità delle piante stesse di riprodursi. Senza le api, la sopravvivenza di molte specie vegetali sarebbe a rischio e con esse la maggioranza della frutta e della verdura che consumiamo abitualmente.

In appena trenta anni, dal 1980 al 2010, la popolazione mondiale di api e vespe si è ridotta del 36 per cento. Ma perché le api sono in pericolo? In gran parte, è colpa dell’uomo e delle sue attività: inquinamento, cambiamenti climatici, sfruttamento delle risorse idriche, agricoltura intensiva e uso di pesticidi chimici sono solo alcune delle cause della loro estinzione.

Le api sono minacciate soprattutto dai prodotti chimici utilizzati in agricoltura, come pesticidi e insetticidi. In particolare il pericolo principale è rappresentato da una famiglia di insetticidi, i neonicotinoidi che riducono olfatto, memoria e senso dell’orientamento delle api. Per combattere questo pericolo nel 2013 l’Unione europea ha vietato l’uso di tre pesticidi particolarmente nocivi, ma le misure adottate sono ancora insufficienti. Altri pericoli sono l’indebolimento del loro sistema immunitario, i cambiamenti climatici, la perdita di habitat e l’aumento delle monocolture che determinano mancanza di risorse mellifere.

Diventa determinante, quindi, salvaguardare questa preziosa specie dall’estinzione e l’Organizzazione delle Nazione Unite ha voluto dare il suo contributo istituendo una giornata ad hoc. Perché proprio il 20 maggio? La scelta della data in cui si celebra la Giornata mondiale delle api non è casuale. Mentre nell’emisfero boreale maggio è il mese centrale per l’impollinazione, nell’emisfero australe corrisponde alla produzione del miele e poi della lavorazione dei suoi derivati. Inoltre, il 20 maggio coincide con la data di nascita di Anton Janša (1734-1773), che nel XVIII secolo fu un pioniere delle tecniche di apicoltura moderne nel suo paese natale, la Slovenia, il cui governo è in prima linea nella lotta per la salvaguardia delle api.

La giornata verrà celebrata in oltre 115 nazioni. Tante sono le iniziative e gli eventi che si svolgeranno in tutto il mondo, dal Canada all’Australia passando dall’India e da Malta. A Roma la festa è all’Oasi Lipu Castel di Guido, organizzata dall’associazione “Buono” nell’ambito dell’iniziativa Festival Natura 2000. Un’occasione per osservare le api al lavoro dal vivo grazie all’arnia didattica e vivere l’esperienza di un’escursione guidata gratuita nella natura incontaminata dell’Oasi.

In occasione della Giornata delle api, Slow Food ha lanciato la campagna internazionale “Slow Bees”. Obiettivi dell’iniziativa: difendere gli impollinatori e assicurare maggiore eco e visibilità alle minacce che colpiscono le api, gli altri insetti impollinatori, le piante e la biodiversità. Attivisti, comunità e Condotte Slow Food pianteranno arbusti o alberi biologici da fiore per offrire alle api un nutrimento privo di pesticidi. Una mobilitazione lanciata a livello globale tra tutta la rete e non solo: chiunque può partecipare, piantando fiori e alberi biologici e condividendo il lavoro fatto sui propri canali social usando gli hashtag #onetreeforahive, #plantoneforpollinators e #slowtreesforbees.

«Siamo convinti che parlare e far conoscere il mondo di api e impollinatori sia il segreto per osservare, conoscere, misurare e proteggere la biodiversità, mettendo in primo piano le conoscenze tradizionali riguardanti le pratiche agricole sostenibili. Non possono esserci impollinatori sani senza un numero sufficiente di fiori biologici per tutto il periodo vegetativo: ecco perché è fondamentale agire adesso!» commentano gli apicoltori Jennifer Holmes (Florida), Terry Oxford (California) e Guido Cortese (Italia), coordinatori delle attività di Slow Food per la Giornata mondiale delle api.