Dalle Marche arriva la cannuccia commestibile per dire no alla plastica

Canù è 100% biodegradabile, a base di riso e mais e gluten free

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Il mondo è invaso dalla plastica. Da più parti arrivano appelli a consumarne meno, a trovare alternative ecologiche e biodegradabili per sostituirla e dare avvio a una nuova epoca plastic-free. L’Unione Europea ha compiuto un grande passo avanti mettendo al bando tutti gli oggetti di plastica monouso a partire dal 2021 e l’Italia si è subito adeguata con tante idee per sostituire l’usa e getta con prodotti naturali, riutilizzabili ed eco-friendly.

È il caso della Cooperativa Campo di Fossombrone, nelle Marche, che opera nel settore dell’agricoltura biologica e commercializza soprattutto pasta. Da qui è nata l’idea per una nuova cannuccia commestibile, 100% biodegradabile, prodotta con pasta biologica, senza glutine e non OGM.

La rivoluzionaria cannuccia, che sostituisce la cugine in plastica monuso, si chiama Canù, che in Italia è l’abbreviazione di cannuccia. Ma gli ideatori guardano anche alla clientela internazionale e hanno pensato bene di giocare con le parole e allora Canù diventa l’acronimo di “Can you drink without a plastic straw – È possibile bere senza una cannuccia di plastica”.

Ma perché è così importante eliminare l’uso delle cannucce? Secondo le ricerche citate dallo Strawless Ocean Movement, nello stomaco del 71% degli uccelli marini e nel 30% delle tartarughe è stata trovata plastica. Le cannucce che finiscono in mare, col tempo di deteriorano e i frammenti di microplastica vengono ingeriti da pesci e uccelli marini, entrando così nella catena alimentare fino ad arrivare sulle nostre tavole.

La cannuccia da mangiare marchigiana, invece, è a base di riso e mais, gluten free e quindi adatta anche ai celiaci. È inoltre priva di OGM nonché completamente biodegradabile. La pasta bucata lunga è un’ottima alternativa alle cannucce di plastica, come spiega Lorenzo Massone, il presidente della Cooperativa Campo, che ha svelato la genesi del progetto.

Sulla BBC stavano trasmettendo l’intervista ai gestori di un ristoratore di Bristol che ragionavano sulle possibili alternative alle cannucce di plastica, cercato un modo per utilizzare materie prime già trattate.

“Di qui – racconta Massone – l’idea di usare una pasta forata, le zite, per farne cannucce. Il nostro pastificio partner ha trasformato una pasta corta in pasta lunga ed ecco Canù”.

Il colore naturale è lo stesso della pasta, ovviamente, però Canù si può colorare con facilità aggiungendo ad esempio una percentuale di lenticchie rosse. Canù viene venduta a privati e a molte aziende in Italia, ma soprattutto all’estero. È in commercio dallo scorso novembre e viene utilizzata ormai da molti locali per qualsiasi tipo di cocktail.

Canù non è la prima cannuccia commestibile in Italia. È stata infatti preceduta da Sorbos, realizzata con zucchero glassato (solo 23 calorie), amido di mais e acqua e disponibile in 7 aromi differenti (zenzero, cannella, mela, limone, lime, fragola, cioccolato). Volando oltreoceano troviamo invece la Lolistraw, creata dalle imprenditrici statunitensi Ann Tucker e Chelsea Briganti. Gli ingredienti principali sono le alghe marine, ma si possono aggiungere svariati aromi tra cui fragola e caramello. Anche in Vietnam vengono prodotte cannucce biodegradabili, realizzate con steli d’erba che ben si prestano ed essere lavorati per diventare cannucce.