Museum Day, quali sono i musei ecosostenibili in Italia e nel mondo

Per la Giornata Internazionale dei Musei vi accompagniamo in un viaggio alla scoperta dei musei green in Italia e nel mondo

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© Valentina Corsetti on Unsplash

Si celebra domani, 18 maggio 2020, la Giornata Internazionale dei Musei (International Museum Day – IMD), che si svolge ogni anno dal 1977. Quando pensiamo ai musei, immaginiamo luoghi magici, spazi ampi ed palazzi storici in cui la cultura regna sovrana, tuttavia raramente pensiamo a quanta energia consumino questi edifici.

In media, il consumo di energia elettrica di un museo oscilla dai 780 ai 1280 GW annui a causa degli impianti di climatizzazione, dei dispositivi di sicurezza e per l’illuminazione costante. Una spesa considerevole non solo in termini economici ma anche ambientali. Tuttavia, basterebbero pochi gesti per ridurre i consumi e far diventare un museo ecosostenibile, come installare lampadine al led e impianti per la produzione di energia rinnovabile.

Il museo più green al mondo è l’Hermitage di San Pietroburgo, in Russia, che ha adottando le lampade ad alta efficienza energetica e riesce a risparmiare circa il 55 per cento di elettricità. A Parigi, invece il Quai Branly Museum (a pochi passi dalla Torre Eiffel) ha installato un grande giardino verticale, un muro vegetale di 800mq che incrementa notevolmente l’aria verde cittadina, garantendo una minore dispersione termica d’inverno e d’estate. Ci sono circa 15.000 piante di 150 differenti specie provenienti da Giappone, Cina, Europa centrale e Stati Uniti.

Anche in Italia ci sono delle realtà molto significative in chiave ecosostenibile. Il MuSe, inaugurato a Trento nel 2013, è un museo ecosostenibile famoso in Italia e nel mondo. Il Museo delle Scienze di Trento, progettato dal famoso architetto genovese Renzo Piano e dal suo studio Renzo Piano Building Workshop, ha ottenuto nel 2013 la certificazione LEED Gold, rilasciata dall’ente certificatore Green Building Certification Institute di Washington D.C. Si tratta del primo museo sostenibile italiano a ricevere tale certificazione.

L’attenzione verso la sostenibilità ambientale è data dalle tecniche costruttive e dal risparmio energetico, oltre che da un ampio e diversificato ricorso alle fonti rinnovabili. Fondamentali sono state la scelta dei materiali eco-sostenibili e le modalità di costruzione, oltre alla progettazione di percorsi pedonali e servizi di trasporto che disincentivano l’utilizzo di mezzi privati a favore di una mobilità green. La struttura si sviluppa su cinque piani più uno interrato e una serra tropicale, una vera e propria greenhouse che interpreta le biodiversità planetarie.

Nel museo sono presenti pannelli fotovoltaici e geotermici e il sistema degli impianti per il funzionamento dell’edificio è centralizzato e meccanizzato. Un sofisticato sistema di tende comandate da sensori di temperatura viene gestito in automatico per ridurre l’irraggiamento nelle ore estive e facilitarlo durante le giornate invernali. L’illuminazione e la ventilazione naturale, in alcuni spazi, permettono la riduzione dei consumi e la realizzazione di ambienti più confortevoli. Il sistema impiantistico fa inoltre uso di accorgimenti che aumentano le forme di risparmio energetico: la cisterna per il recupero delle acque piovane ha permesso di raggiungere risparmi cinque volte maggiori rispetto ad altri edifici di riferimento.

Il Museo Explora di Roma, dedicato principalmente ai bambini, ha installato due impianti fotovoltaici che producono ogni anno 40mila kWh di elettricità pulita. I tetti del vaticano hanno come ospite gradito il fotovoltaico: la Sala Nervi in Vaticano soddisfa un quarto della domanda energetica dell’edificio grazie a 2.400 moduli fotovoltaici installati sul tetto.

Il Mart di Rovereto, dispone di uno speciale software per il controllo delle luci che arreca un risparmio sulla bolletta elettrica del 25%. Il primo museo in classe A è il MMM Corones, sesto e ultimo dei Messner Mountain Museum. Situato sul Plan de Corones (2275 m), è un museo dedicato all’alpinismo tradizionale.

A Firenze il Museo Salvatore Ferragamo è emblema della sostenibilità ambientale. Nel 2016 il Museo Salvatore Ferragamo è stato premiato come primo museo aziendale Green d’Italia, ottenendo lo standard internazionale ISO 14064, collegato alla rendicontazione delle emissioni di CO2 legate alle proprie attività. Negli ultimi anni il museo ha ottenuto altre numerose certificazioni riguardanti gli approcci sostenibili che ha adottato, ponendosi come obiettivo quello di affrontare i temi della sostenibilità attraverso la moda e l’arte.

Scendendo più a sud, le Grotte di Pertosa in provincia di Salerno hanno installato un sistema di monitoraggio climatico, con 5 stazioni interne che registrano temperatura, pressione, umidità e altri valori importanti sia per la sicurezza dei visitatori che per la salvaguardia della grotta. Inoltre, sono dotate di un innovativo impianto di illuminazione a led a luce fredda, che ha sostituito il vecchio impianto alogeno aiutando a preservare la temperatura interna e la flora ipogea.