Beirut, cos’è il nitrato di ammonio e perché è pericoloso per salute e ambiente

Alla base delle esplosioni in Libano c'è il nitrato d'ammonio, un composto chimico impiegato in agricoltura e per produrre esplosivi ma che non si infiamma per autocombustione

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Le esplosioni di ieri a Beirut hanno provocato danni inestimabili per la popolazione libanese e per l’ambiente. Poche ore dopo il disastro, il ministro della salute libanese Hamad Hasan ha consigliato a chiunque possa di andare via da Beirut, devastata da due potenti esplosioni che hanno provocato oltre 100 morti e 4.000 feriti. Hasan – citato dai media locali – afferma infatti che materiali pericolosi sprigionatisi nell’aria dopo le deflagrazioni potrebbero avere effetti a lungo termine mortali.

A provocare le detonazioni che hanno raso al suolo buona parte della città è stato un incendio in un deposito nel porto di Beirut dove erano immagazzinate 2.750 tonnellate di nitrato di ammonio, sequestrate diversi anni fa da una nave e lasciate lì in condizioni non sicure, come confermato dal presidente Michel Aoun, citato dalla Bbc online, dopo una riunione d’emergenza del Supremo consiglio della Difesa nel palazzo presidenziale di Baabda. In un tweet, il presidente ha definito inaccettabile che 2.750 tonnellate di nitrato di ammonio fossero tenute immagazzinate in condizioni non sicure. Inoltre, ha assicurato che un’inchiesta è in corso per appurare cosa abbia provocato l’esplosione.

Cos’è il nitrato di ammonio

Il nitrato di ammonio (la formula è NH4NO3) è un composto chimico che, per le sue caratteristiche, è estremamente versatile ed economico da produrre. Per questo motivo è molto utilizzato in diversi ambiti, come quello industriale o, in misura maggiore, in quello agricolo. Costituisce, infatti, la base di numerosi fertilizzanti (il 90% della sua produzione, nel mercato, serve per questo scopo). È anche il principale composto del ghiaccio istantaneo.

Prodotto sotto forma di piccoli granuli porosi e altamente solubile, è anche uno dei componenti principali di molti tipi di esplosivi. Sono due quelli maggiormente utilizzati nel corso degli anni: l’ammonal e l’Anfo (Ammonnium Nitrate Fuel Oil). È utilizzato sia per scopi civili – ad esempio nelle miniere e nelle cave, dove viene fatto esplodere dopo essere miscelato con carburante – sia per scopi militari e terroristici.

Viene estratto principalmente nel deserto di Atacama in Cile, dove si trovano i maggiori depositi, e rappresenta l’80% di tutti gli esplosivi industriali utilizzati negli Stati Uniti. Oggi quasi il 100% della sostanza chimica utilizzata è sintetica, prodotta facendo reagire l’ammoniaca con l’acido nitrico. Relativamente stabile, è economico da produrre. Noto più comunemente con il nome di salnitro, viene classificato come materiale pericoloso e quindi sottoposto a una serie di regolamentazioni.

Il nitrato di ammonio non si infiamma per autocombustione. Tuttavia, può fungere da catalizzatore per accelerare la combustione di altri materiali. A temperature notevolmente elevate, però, il nitrato di ammonio può decomporsi producendo gas tra cui ossidi di azoto e vapore acqueo. Il rilascio di questi gas è in grado di provocare un’esplosione.

Il disastro avvenuto ieri a Beirut non è un caso isolato, ci sono almeno altri due episodi tristemente famosi che hanno coinvolto il nitrato d’ammonio. In Texas ci sono state ben due esplosioni causate da questo composto. L’ultima risale al 17 aprile del 2013 quando alla West Fertilizer, un’industria di fertilizzanti del Texas, morirono 14 persone e oltre 200 rimasero ferite. Nel 1947, sempre in Texas, persero la vita quasi 500 persone per un’esplosione di circa 2.300 tonnellate di nitrato di ammonio. Nell’agosto del 2015 a Tianjin, nella Cina orientale a 110 chilometri a sudest di Pechino, morirono invece 173 persone per l’esplosione che si verificò in una fabbrica di prodotti chimici dove erano stoccate sostanze chimiche infiammabili e nitrato di ammonio.

Conseguenze per l’ambiente e la salute umana

Il ministro della salute libanese Hamad Hasan ha parlato di aria tossica e di pericolosi danni per la salute. Vediamo perché. Un’esplosione di nitrato di ammonio sprigiona enormi quantità di ossido di azoto, un gas maleodorante dal colore rosso bruno, come si notava dalla nuvola di colore rossastro nelle immagini dell’esplosione. Gli ossidi di azoto sono presenti nell’inquinamento urbano, ma ad alti livelli possono essere particolarmente pericolosi per persone che hanno problemi respiratori.

In Italia il biossido d’azoto è molto comune tra gli inquinati atmosferici a causa dell’elevato uso che si fa del gas, sia per cucinare che per il riscaldamento.

Il biossido di azoto, prodotto a seguito delle esplosioni di Beirut, ha un odore pungente e può provocare irritazione oculare, nasale o a carico della gola e tosse. Il biossido di azoto è un gas irritante per le mucose e può contribuire all’insorgere di varie alterazioni delle funzioni polmonari, bronchiti croniche, asma ed enfisema polmonare. Lunghe esposizioni anche a basse concentrazioni provocano una drastica diminuzione delle difese polmonari con conseguente aumento di rischio di affezioni alle vie respiratorie.

Gli effetti del biossido di azoto si manifestano generalmente parecchie ore dopo l’esposizione, così che spesso le persone normalmente non si rendono conto che il loro malessere è dovuto all’aria inquinata che hanno respirato.

Per il biossido di azoto l’Organizzazione Mondiale per la Sanità (OMS) raccomanda il limite guida orario di 200 µg/mc, il limite per la media annuale è invece 40 µg/mc. Per un’esposizione di mezz’ora la concentrazione di 560 µg/mc è la più alta concentrazione alla quale non si hanno effetti rilevabili. Brevi esposizioni a 50-150 mg/mc provocano risentimenti polmonari; 100 mg/mc, inalati per 1 minuto, provocano notevoli danni al tratto respiratorio; concentrazioni di 300-400 mg/mc portano alla morte per fibrosi polmonare.