Fit for 55, carbon-tax e investimenti sostenibili

La Commissione Europea ha presentato il maxi piano “Fit For 55” sul clima e sull’ambiente, un piano che indica gli strumenti e gli obiettivi per la rivoluzione verde. È lo sforzo legislativo più poderoso dell'Unione mai tentato finora per accelerare la transizione ecologica.

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© Karolina Grabowska on Pexels

Il 14 luglio 2021 la Commissione Europea ha proposto il pacchetto per combattere il cambiamento climatico e stimolare la transizione verde. Quando nel dicembre 2019 è stato annunciato lo European Green Deal si è annunciato anche l’obiettivo primario dell’UE di raggiungere la neutralità climatica entro il 2050. A luglio 2021 Ursula von der Leyen annuncia gli strumenti tramite i quali l’Unione intende raggiungere il suo obiettivo del 2050 e soprattutto propone un obiettivo intermedio rivisto: ridurre di almeno il 55% le emissioni nette di CO2 a livello europeo entro il 2030 (l’obiettivo attuale è del 40% e la riduzione è rispetto alla variazione dai livelli del 1990). 

“Stiamo gettando le basi verso un’economia pulita e decarbonizzata, gli europei vogliono una vita più sana e una crescita economica ma senza danneggiare la natura. Metterò tutto il mio peso e le mie forze affinché ciò accada, sono convinta che potremo fare questo salto in avanti con innovazione e investimenti. I trasporti e l’energia devono essere accessibili a tutti, ma il settore del trasporto stradale è l’unico in cui le emissioni sono aumentate negli ultimi anni. Dobbiamo invertire questa tendenza“.

In una delle sue statistiche aggiornate al 2021, la Commissione fa sapere che il 75% delle emissioni di gas serra nell’Unione Europea proviene dal settore energetico. Ecco perché diventa punto focale delle azioni e anche degli investimenti ESG nei prossimi decenni. 

Paolo Gentiloni, Commissario europeo agli Affari economici, durante il G20 di Venezia 2021 parlava di una sorta di ‘carbon-tax’: “Per una tassazione ‘green’ è ora o mai più”, e spiegava che occorre “trovare un equilibrio fra l’ambizione e la necessità di cooperazione globale. Sono entrambe necessarie e tocca a noi trovare un equilibrio”.  

Accanto alla revisione dell’attuale sistema di assegnazione delle quote di emissione da parte delle imprese, nel nuovo pacchetto c’è infatti la proposta di un meccanismo di aggiustamento del carbonio alla frontiera (Carbon Border Adjustment Mechanism o CBAM) che ha come scopo quello di “tassare” chi importa energia a costo più basso perché ottenuta da fonti non rinnovabili. Certo molti ritengono l’Unione possa fare di più per quanto riguarda il contrasto al cambiamento climatico (si veda la risposta del WWF al piano Fit for 55 qui) e altri temono che i costi di questa transizione possano ricadere in maniera eccessiva sui consumatori finali, le famiglie (per difendere i quali la Commissione ha previsto un Fondo sociale climatico). Non scordiamoci, però, che il lavoro fatto dalla Commissione in questo anno e mezzo è davvero enorme e pone le basi per quello che sarà anche lo scenario degli investimenti ESG in Europa.

© Unione Europea 2021


Cosa ci si può aspettare quindi dal lato delle imprese in termini di transizione ‘green’? Con questi nuovi meccanismi (che comunque verranno attuati gradualmente nel tempo – ricordiamo che la CBAM è solo una proposta, deve essere votata dal Parlamento Europeo per essere operativa) diventa sempre più importante un passaggio verso fonti di energia rinnovabili e pratiche aziendali e ambientali di tipo ESG. C’è da notare che la pandemia ha accelerato moltissimo la sensibilità delle persone verso i temi di cambiamento climatico e di pratiche ad impatto positivo a livello sociale, aziendale e ambientale. Se le aziende non si adeguassero velocemente su questo fronte si esporrebbero ad un rischio reputazionale non indifferente con conseguenti perdite del valore in borsa delle loro azioni.

Ecco perché io ritengo che investire oggi in strumenti con un alto rating ESG permetta di abbassare il rischio globale dell’investimento perché si è potenzialmente meno esposti a variazioni negative di prezzo in seguito alle modifiche legislative (sempre più stringenti) per la salvaguardia dell’ambiente e la lotta al cambiamento climatico.

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