Ambiente, tre attivisti uccisi ogni settimana

Secondo i dati diffusi da Global Witness, il maggior numero di vittime tra gli ambientalisti si registra nelle Filippine, seguite da Colombia e India. Si rischia di più nel settore minerario

Più di tre persone sono state uccise in tutto il mondo ogni settimana nel 2018 per aver difeso la loro terra e l’ambiente in cui viviamo. La loro colpa è quella di aver lottato contro le multinazionali e le lobby interessate allo sfruttamento delle risorse naturali a fini speculativi. I più fortunati, invece, sono stati soltanto messi a tacere attraverso tecniche repressive come arresti, minacce e campagne diffamatorie.

Questi i dati raccolti e diffusi da Global Witness nel suo report “Enemies of the State” pubblicato a fine luglio. Nell’ultimo anno, le Filippine hanno fatto registrare il bilancio di vittime più elevato a livello mondiale, con 30 ambientalisti assassinati. Seguono Colombia (24), India (23) e Brasile (20), mentre il paese che in percentuale ha subito il maggiore incremento di omicidi è stato il Guatemala.

Delle 164 morti registrate (numero che sale esponenzialmente se si considera che ci sono molti casi di cui non si viene a conoscenza) ben 43 sono avvenute nel settore minerario, dove le vittime protestavano contro gli effetti distruttivi dell’estrazione di minerali sulla terra, sull’agricoltura e sull’ambiente.

Questi i dati relativi agli altri settori: sono 21 gli ambientalisti che hanno perso la vita contrastando l’agribusiness, 17 lo sfruttamento delle acque, 13 l’estrazione del petrolio, 9 combattendo il bracconaggio, 2 la pesca irregolare. Si è registrato inoltre un aumento notevole di uccisioni di persone che lottavano per la protezione delle fonti d’acqua: dalle 4 del 2017 alle 17 del 2018.

Oltre la metà degli omicidi dello scorso anno ha avuto luogo in America Latina, classificata come il continente più pericoloso da quando Global Witness ha iniziato a pubblicare dati sugli omicidi nel 2012. Ma gli ambientalisti non vengono colpiti solo nel Sud del mondo. Nel Regno Unito, tre manifestanti anti-fracking sono stati condannati a pene detentive suscitando il timore che la legge venga utilizzata per reprimere l’attivismo ambientale.

“Continuano a verificarsi attacchi violenti contro i difensori della terra e dell’ambiente, nonostante il crescente slancio dietro i movimenti ambientali in tutto il mondo – ha dichiarato Alice Harrison, Senior Campaigner presso Global Witness – Mentre ci avviamo a grandi passi verso una crisi climatica senza precedenti, è fondamentale stare dalla parte di chi difende la sua terra e il nostro pianeta della distruzione e dallo sfruttamento intensivo delle risorse”.