Apple sceglie l’oro sostenibile, arriva da cercatori che rispettano l’ambiente

Apple conferma tutto l’impegno nel rispettare l’ambiente cooperando solo con aziende minerarie che adottano particolari misure per risanare e migliorare l’habitat in cui operano una volta conclusa l’attività di estrazione

La ricerca dell’oro può essere molto dannosa per l’ambiente e per i salmoni, il cui habitat naturale viene danneggiato, se non addirittura distrutto, dai minatori. Apple, che utilizza l’oro nei circuiti stampati di tutti i suoi dispositivi, ha scelto di ottenerlo soltanto da minatori che dopo le operazioni di estrazione, si occupano del ripristino e del miglioramento del terreno, aderendo al programma Salmon Gold, portato avanti dall’organizzazione per la tutela dell’ambiente Resolve.

Apple ha spiegato questa scelta di rispetto dell’ambiente – abbracciata anche dal gioielliere Tiffany & Co. – e le sue conseguenze con un comunicato ufficiale nella newsroom di Cupertino.

In Alaska ci sono centinaia di piccole e medie attività di estrazione fluviale che producono attivamente oro negli Stati Uniti. Nei siti di estrazione che si trovano lungo ruscelli e torrenti, i minatori possono andare alla ricerca delle pepite e delle particelle rimaste dopo la corsa all’oro del Klondike che avvenne alla fine degli anni ’90 del diciannovesimo secolo.

Ma la ricerca dei metalli preziosi lascia dietro di sé grandi cicatrici per l’ambiente e fiumi, rendendo più rara la presenza di salmone persino nelle dodici “piste del Salome del Pacifico”, i corsi d’acqua prediletti dai salmoni elencati dall’Endangered Species Act.

L’inclusione nell’ESA non è dovuta solo agli squilibri legati all’attività di estrazione: le rotte dei salmoni sono in grave pericolo anche a causa del disboscamento, dell’urbanizzazione e delle ondate record di incendi e frane che hanno colpito la regione. Ma Resolve, un ente no-profit che sta affrontando alcune delle maggiori sfide del pianeta attraverso partnership innovative e sorprendenti, è determinato a risolvere il problema.

La proposta di Resolve? Combinare estrazione e risanamento dell’ambiente per migliorare i corsi d’acqua e permettere il ritorno di salmoni, temoli e altre specie ittiche. Da quando l’associazione ha presentato per la prima volta la partnership Salmon Gold nel 2017, l’organizzazione ha continuato a lavorare per mettere in contatto minatori locali, ambientalisti e agenzie governative al fine di correggere i danni provocati dalle attività estrattive nella regione.

Apple, che utilizza piccole quantità di oro nei componenti elettronici di tutti i suoi prodotti, e la famosa gioielleria Tiffany & Co., si procureranno l’oro presso le società minerarie che si sono impegnate a risanare e migliorare l’habitat in cui operano una volta conclusa l’attività di estrazione.

“Mentre continuiamo ad aumentare l’uso di materiali riciclati per i nostri prodotti, stiamo cercando modi innovativi per procurarci l’oro in modo responsabile,” spiega Paula Pyers, responsabile Supplier Responsibility per Apple. “Grazie alla partnership con Tiffany, azienda pioniera nell’approvvigionamento sostenibile, e con Resolve, Salmon Gold è un ottimo esempio di come il settore possa evolversi.”

Con l’aumentare della consapevolezza ambientale nel settore, i minatori nell’Alaska e nello Yukon hanno smesso di usare prodotti chimici come il mercurio per separare l’oro dagli altri sedimenti presso i loro siti.

In autunno, l’oro Salmon Gold entrerà nella filiera Apple e sarà rintracciabile dal sito di estrazione a quello di raffinatura tramite la tecnologia blockchain.

Finora, Resolve ha siglato piani di risanamento con tre aziende minerarie in Alaska e nello Yukon, e molti altri sono in fase di studio per la prossima estate. La stagione estrattiva volge al termine, e l’organizzazione prevede che quest’anno la partnership Salmon Gold produrrà oltre 28 kg d’oro, rispetto ai circa 700 grammi dell’estate scorsa.

I partner Salmon Gold continueranno a mettere a punto il progetto in modo che un giorno possa fungere da modello per spingere altri minatori a cambiare il loro approccio all’estrazione.