Stella McCartney lancia la pelliccia biologica fatta con ingredienti vegetali

La stilista sostiene la moda green e lancia Koba Fur Free Fur, la prima pelliccia ecologica realizzata solo con ingredienti vegetali e riciclabile

Mentre gli animalisti di tutto il mondo sono impegnati a difendere i diritti degli animali – uccisi, maltrattati, utilizzati come cavie – c’è chi nel campo della moda si batte per la stessa causa. In prima linea troviamo Stella McCartney, una delle stiliste che hanno maggiormente a cuore la questione ambientale e moltiplicano le iniziative green, vegetariane e cruelty-free. Vegana convinta, trasferisce i sui ideali di vita anche nelle sue collezioni, che sono ecosostenibili e riducono al minimo sia gli sprechi che lo sfruttamento animale all’interno del fashion system. Da diversi anni ha eliminato dalle sue creazioni tutti i tessuti realizzati con pelle di animali e di recente ha lanciato un progetto davvero innovativo, la prima pelliccia biologica prodotta solo con ingredienti vegetali.

La Koba Fur Free Fur è un capo incredibilmente innovativo, ecologico, ecosostenibile e cruelty-free. La pelliccia, realizzata da DuPont in collaborazione con Ecopel, contiene poliestere riciclato e può essere riciclata a sua volta, favorendo un processo di trasformazione ed economia circolare. Koba Fur Free Fur è un’alternativa etica e green alle pellicce tradizionali nate dallo sfruttamento e dal maltrattamento di centinaia di animali indifesi. Inoltre, la sua produzione richiede il 30% di energia in meno rispetto a un normale capo di abbigliamento e produce oltre il 63% in meno dei gas serra dei materiali sintetici convenzionali.

“Sono incredibilmente felice per questa nuova pelliccia eco-friendly e biologica Fur Free Fur. È un altro grande passo verso il futuro del fashion sostenibile e vegetale” – dichiara Stella McCartney – Koba entrerà a far parte delle collezioni della a partire dal 2020, per il momento ne è stato svelato solo un prototipo con dettagli Alter-Nappa sulla passerella della sfilata Primavera/Estate 2020”.

Con Koba la pelliccia non è solo sostenibile ma anche riciclabile, riducendo la quantità di rifiuti prodotti e favorendo la circolarità del settore moda, uno dei più inquinanti al mondo.

Stella McCartney è stata una pioniera nel campo della moda green. Il marchio Stella McCartney nasce nel 2001 e già allora non faceva uso di pelle, pelliccia, piume, colla di provenienza animale. La sua scelta solleva qualche perplessità, ma lei continua imperterrita a portarla avanti. Nel 2008 introduce il cotone biologico (coltivato senza l’uso pesticidi e fertilizzanti e con un basso impatto ambientale), nel 2010 bandisce il PVC (la plastica più inquinante che esista), nel 2012 introduce il poliestere riciclato e le suole delle scarpe biodegradabili. L’anno successivo elimina l’angora e introduce l’eco-nappa, poi è la volta del poliestere riciclato per gli accessori, della viscosa sostenibile e della messa al bando del cashmere vergone (usa solo quello riciclato). Nel 2015 lancia la pelliccia in ecopelle e nel 2018 smette di usare il mohair.

Sulle passerelle di Parigi, Stella McCartney presenta la collezione più ecologica mai realizzata: il 75% dei prodotti in sfilata è sostenibile – cashmere rigenerato, legno sostenibile per i tacchi, nappa eco, e poi Koba, pelliccia di origine vegetale, senza mai rinunciare a stile ed eleganza. La stilista, che dopo un lungo sodalizio con il Gruppo Kering da circa un anno ha un accordo paritario con il Gruppo Lvmh, persegue imperterrita in una ricerca di moda compatibile con le esigenze delle donne di oggi, interpretandone i gusti e i bisogni. Non solo sostenibilità ambientale, quindi, ma anche uno sguardo attento ai tempi moderni e alla nuova mission della moda, che non è più solo per donne copertina ma è per le donne reali, dinamiche, che si alternano tra il ruolo di professioniste e di mogli e madri.