Plastic tax, cos’è e quali prodotti colpisce

Il dibattito sulla tassa sulla plastica monouso divide l'Italia

Plastic tax sì o plastic tax no? Negli ultimi giorni il dibattito è molto acceso e divide il mondo della politica e non solo. Ma vediamo più nel dettaglio di cosa si tratta. La proposta di tassare la plastica è stata inserita nel Documento programmatico di bilancio (DpB) approvato e trasmesso alla Commissione europea il 16 ottobre. Tra le misure per «Promuovere la sostenibilità dell’ambiente», il Dpb inserisce la «Introduzione di un’imposta sugli imballaggi di plastica con decorrenza dal 1° giugno 2020 (aliquota 1 euro per kg)».

Il governo, quindi, ha proposto l’introduzione di una tassa sugli imballaggi di plastica pari a 1 euro al chilogrammo che da sola consente di recuperare 1,1 miliardi il prossimo anno e quasi 1,8 miliardi nel 2021.

Sicuramente un affare per le casse dello Stato, che andrebbe a recuperare una grossa quantità di denaro, e un incentivo all’abbandono della plastica monouso in favore di prodotti riutilizzabili e di plastiche biodegradabili.

Nella bozza di manovra, infatti, sono previsti anche incentivi per le aziende che operano nel settore delle plastiche e che decideranno di produrre materiali biodegradabili e compostabili. «Un credito d’imposta nella misura del 10 per cento delle spese sostenute» dal 1 gennaio 2020 al 31 dicembre 2020, si legge nella relazione. Un bonus che, si legge, «è riconosciuto fino ad un importo massimo di 20 mila euro». Tutto questo per favorire la transizione verso un’economia circolare.

Tuttavia, i consumatori sono preoccupati di eventuali ricadute sull’economia della famiglia. Il timore è che le aziende scarichino i costi sugli acquirenti finali, facendo aumentare la spesa media annua. Secondo quanto stimato da Federconsumatori, l’incremento potrebbe aggirarsi intorno ai 138 euro per famiglia, mentre per Codacons la stangata sulla plastica può arrivare a 165 euro.

Ma quali prodotti subiranno la tassa sulla plastica della manovra 2020? Principalmente quelli monouso come bottiglie di plastica, buste e vaschette in polietilene monouso (come quelle che contengono l’insalata), il tetrapak del latte o i contenitori dei detersivi. A subire l’aumento anche il polistirolo, i tappi e le etichette di plastica, come indicato nella relazione che accompagna la bozza della manovra. Verranno tassati anche i manufatti in plastica usati per la protezione o per la consegna delle merci (packaging per elettrodomestici, computer o altre apparecchiature), i rotoli in plastica pluriball e le pellicole e film in plastica estensibili.

Non sono inclusi nella plastic tax altri prodotti monouso come le siringhe e i prodotti riutilizzabili come le taniche o i contenitori per la custodia di cibo e oggetti. In sostanza gli oggetti che possono avere un uso duraturo, ammortizzando così il ricorso alla plastica, e quelli legati alla salute.

Il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri ha commentato la plastic tax nella manovra sottolineando che «c’è un uso smisurato della plastica» e tutto il «mondo sta andando nella direzione» di limitarne l’utilizzo. Ha poi aggiunto che il ministero è aperto al dialogo «con tutti i settori produttivi. Si cerca di superare l’abuso della plastica monouso. Sono piccole cose che vanno nella direzione di migliorare l’ambiente».