Roma è la peggiore città del mondo in cui trasferirsi nel 2020

Neppure Milano attrae gli stranieri. Il dato emerge dall’Expat City Ranking, la classifica delle 82 più grandi metropoli mondiali, diffusa da InterNations

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State pensando di trasferirvi a Roma? Cambiate idea. La capitale italiana, infatti, è la peggiore città europea nella quale andare a vivere nel 2020. Il dato emerge dall’Expat City Ranking, la classifica delle 82 più grandi metropoli mondiali, diffusa da InterNations, la più grande comunità di espatriati del mondo. Roma occupa il penultimo posto, preceduta da Milano: peggio di loro solo Kuwait City.

In testa all’Expat City Ranking, la più grande comunità di espatriati del mondo, ci sono le città di Taipei, Kuala Lumpur, Ho Chi Minh City e Singapore.

I fattori presi in considerazione sono cinque: qualità della vita, procedure per ottenere la residenza, vita lavorativa, vitto e alloggio e costo della vita. Roma viene penalizzata principalmente dal contesto lavorativo: un expat su tre è insoddisfatto del suo attuale lavoro, mentre il 67 per cento è insoddisfatto per le opportunità di lavoro (la media a livello globale è del 27 per cento).

Meno della metà i soddisfatti della propria situazione economica: solo il 44 per cento. Troppo alto il costo della vita, comparato agli stipendi e il trasporto pubblico porta malcontento al 63 per cento degli intervistati. Gli unici fattori che non sono oggetto di lamentela sono il clima e il cibo.

Oltre a Roma e Milano, in classifica altre grandi città non vengono riconosciute come particolarmente appetibili per un trasferimento: Parigi è 78esima, New York, 74esima. Le città europee ideali per espatriare sono invece Lisbona, Barcellona, L’Aia e Basilea.

A pesare in negativo per le due città italiane in classifica sono i bassi salari, la rsa soddisfazione lavorativa e un clima politico che sta diventando più ostile proprio agli stranieri. Meno di uno su cinque espatriati (16%) valuta positivamente l’economia italiana (contro il 63% a livello globale), mentre il 39% si preoccupa della sicurezza del lavoro (contro il 21% a livello globale). La metà degli intervistati (50%) è inoltre insoddisfatta delle prospettive di carriera (contro il 24% a livello globale) e un terzo (33%) è generalmente insoddisfatto del proprio lavoro (contro il 19% in tutto il mondo).

L’Italia si colloca anche tra i 3 paesi in basso nell’indice delle finanze personali (62esimo posto), con il 33% degli espatriati preoccupati per la loro situazione finanziaria (contro il 18% a livello globale). Mentre l’85% degli espatriati apprezza il bel tempo e il clima (contro il 61% a livello globale), l’Italia si comporta ancora mediocremente in termini di qualità della vita complessiva (49esimo posto) a causa dei suoi risultati per la vita digitale (57 esimo posto) e della stabilità politica del paese (58esimo posto). In effetti, il 48% degli espatriati non è soddisfatto di quest’ultimo fattore, rispetto al solo 17% degli espatriati in tutto il mondo.

Anche gli espatriati hanno difficoltà a stabilirsi nel Paese (56 esimo posto) e due terzi (67%) trovano difficile vivere lì senza parlare la lingua locale (contro il 40% a livello globale).