Clima, il 94% degli italiani vuole smettere di usare bottiglie di plastica

Secondo l’Indagine Bei, gli italiani sono tra i più virtuosi in Europa anche per acquisti dei prodotti locali e diminuzione dei viaggi in aereo, meno per l’utilizzo di mezzi pubblici

556

Il 94% degli italiani dice di voler smettere di utilizzare le bottiglie di plastica e il 66% lo ha già fatto. L’Italia è al primo posto in Europa per sensibilità verso i temi della sostenibilità, insieme a Spagna, Portogallo e Malta. Altrettanto alta la percentuale (93%) degli italiani che dice di avere l’intenzione di acquistare più prodotti alimentari locali, e il 48% già lo fa. Non solo. Il 77% degli italiani afferma di programmare meno spostamenti in aereo per contribuire a contrastare il fenomeno dei cambiamenti climatici, intenzione che il 30% già mette in pratica.

Sono i risultati della II edizione dell’Indagine della Bei sul clima, condotta in partnership con la Bva, una società di consulenza specializzata in ricerche di mercato. Bei e Bva spiegano che «l’indagine è un indicatore di come i cittadini percepiscono il fenomeno dei cambiamenti climatici nell’Unione europea, negli Stati Uniti d’America e in Cina. La seconda serie di risultati fa luce sulle azioni che i singoli cittadini contano di fare per contrastare i cambiamenti climatici».

Il rapporto evidenzia che «anche i cittadini di altre parti del mondo si dimostrano disposti ad agire fattivamente contro i cambiamenti climatici nel 2020. Sul tema del ridurre il consumo della plastica il consenso è chiaro: l’81% degli americani, il 93% degli europei e il 98% dei cinesi dicono di aver l’intenzione di comprare meno prodotti di plastica. In ogni caso, per quanto riguarda l’abitazione, gli atteggiamenti non sono uniformi: oltre il 94% degli intervistati cinesi intende passare a un fornitore di energia verde, mentre solo il 70% degli europei e il 64% degli americani ha in conto di farlo. Un andamento analogo emerge nella propensione a investire in fondi verdi: oltre l’86% della popolazione in Cina è ben disposta a farlo nel 2020, mentre quella degli Stati Uniti lo è per il 56% e quella europea per il 52%».

Commentando il rapporto, la vicepresidente della Bei Emma Navarro, responsabile dell’Azione per il clima e dell’ambiente, ha detto: «Mi entusiasma vedere quanto i cittadini europei si impegnino nella nostra lotta comune contro i cambiamenti climatici. Le azioni individuali positive per il clima creano quelle tendenze economiche e sociali nelle nostre società che saranno d’aiuto nel risolvere la problematica dei cambiamenti climatici. La Banca europea per gli investimenti è decisamente impegnata a fornire i mezzi che consentono ai cittadini di portare avanti questa lotta che è la realizzazione di un futuro più sostenibile. Rincuora vedere come le persone si facciano paladine di questa causa e la rendano parte integrante della loro vita: in questa lotta ce la faremo solo se decidiamo di batterci insieme».

La sorpresa – soprattutto per gli stessi italiani – viene dall’Italia: a quanto pare, «paragonati al resto d’Europa, gli italiani dicono nel complesso di essere disposti a fare di più per adeguare il loro stile di vita nel segno della prevenzione ai cambiamenti climatici». L’indagine pone l’accento su 6 categorie di azioni in particolare. Ecco i risultati per l’Italia:

Prodotti alimentari. La sostenibilità in materia alimentare è al centro dell’impegno dei cittadini italiani. Il 93% cerca attivamente di comprare più prodotti locali e stagionali e il 48% lo fa già sistematicamente. Gli italiani si dicono anche pronti a modificare la loro alimentazione: il 73% ha ridotto il consumo di carne rossa. Vi è in ogni caso una discrepanza tra le fasce di età più giovani e quelle più anziane: rispetto ai più giovani, gli italiani più anziani si impegnano di più ad acquistare unicamente prodotti alimentari locali.

Rifiuti. Il 97% degli italiani non usa più prodotti in plastica, o almeno ne ha ridotto il consumo. Più in particolare, il 94% degli italiani dice di avere l’intenzione di smettere di comprare le bottiglie di plastica, il 96% ha intenzione di comprare meno prodotti imballati con la plastica. Le donne, rispetto agli uomini, sembrano essere più propense a limitare il consumo della plastica: il 65% delle italiane dice di aver smesso di utilizzare i sacchetti di plastica per la spesa rispetto al 55% degli uomini.

Trasporti. Quando si tratta di optare per mezzi di trasporto più ecocompatibili, il 69% degli italiani dice di scegliere di camminare oppure di prendere la bicicletta per gli spostamenti giornalieri. Solo il 54% sceglie di usare i trasporti pubblici, percentuale che è inferiore alla media europea (64%).

Vacanze. Il 77% degli italiani dice di trovarsi d’accordo con l’idea di fare meno viaggi in aereo per combattere i cambiamenti climatici, percentuale che è superiore di due punti rispetto alla media europea (75%). Per il 30% degli italiani si tratta già di una pratica consueta.  Analogamente, l’86% dei cittadini italiani dice che opterebbe per il treno, invece dell’aereo, per delle percorrenze pari o inferiori a cinque ore.

Abitazione. Il 38% degli italiani dice di aver ridotto l’uso dei condizionatori, come pratica rispettosa dell’ambiente, mentre coloro che si dicono disposti a non accenderli più nell’anno nuovo raggiungono il 75%, ovvero una percentuale quasi doppia. Inoltre, il 60% della popolazione intende passare a un fornitore di energia verde, mentre il 22% sostiene di averlo già fatto.

Marchi e società. Il 79% dei giovani italiani tra i 15 e i 29 anni dice di aver partecipato, o parteciperà, a manifestazioni a favore del clima, cifra che scende al 69% per la fascia di età compresa tra i 30 e i 64 anni. Inoltre, il 54% degli italiani intende investire in fondi verdi, e l’11% dice di averlo già fatto.

Da rapporto emerge la fotografia di un paese un po’ diverso e sicuramente più virtuoso rispetto a quello che è possibile vedere camminando lungo le strade di molte città italiane, dove è evidente l’incapacità di fare la raccolta differenziata. Nell’indagine gli italiani hanno descritto l’ideale verso cui tendere ma sicuramente non ancora la realtà del nostro paese dove c’è ancora da faticare per costruire l’etica della sostenibilità ambientale.