RAEE, nel 2019 smaltite quasi 464mila tonnellate di rifiuti elettronici

Secondo il Rapporto Gestione RAEE 2019 migliorano i dati sul trattamento delle apparecchiature elettriche ed elettroniche a fine vita ma i ritardi normativi aumentano anche il traffico illegale

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Lo scorso anno in Italia sono state trattate 463.953 tonnellate di Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche. Il dato arriva dal Rapporto Gestione RAEE 2019, che sintetizza i risultati delle dichiarazioni annuali fatte dagli impianti di trattamento iscritti all’elenco obbligatorio gestito dal Centro di Coordinamento RAEE.

Il dato comprende sia i RAEE domestici sia quelli professionali avviati al recupero sul territorio nazionale e consente di monitorare la situazione del nostro Paese rispetto agli ambiziosi obiettivi di raccolta comunitari.

Aumentano gli impianti dichiaranti – Nel 2019 gli impianti di gestione dei RAEE che hanno effettuato la dichiarazione annuale al Centro di Coordinamento sono stati 976, 14 in più rispetto ai 962 del 2018. Il conteggio comprende sia gli impianti dediti al trattamento per il recupero delle materie prime sia quelli che svolgono semplice attività di stoccaggio dei rifiuti in attesa dell’invio a un impianto di trattamento. In termini di ripartizione territoriale, la presenza più consistente rimane concentrata nel Nord Italia dove sono attive 691 strutture, nel Centro Italia sono 138 e nell’area Sud e Isole 147.

Andamento delle dichiarazioni – Nel 2019 gli impianti hanno dichiarato di avere gestito complessivamente 463.953 tonnellate di RAEE, il +10,11% rispetto al 2018, un incremento in linea con quello precedente. Entrando nel dettaglio, il 76,27% (pari a 353.840 tonnellate) è riconducibile ai RAEE domestici, mentre il 23,73% (pari a 110.113 tonnellate) si riferisce ai RAEE professionali.

La composizione dei rifiuti tecnologici domestici evidenzia il consolidarsi della predominanza delle apparecchiature appartenenti al raggruppamento grandi bianchi (R2), la cui incidenza cresce dell’11,75% rispetto al 2018, e di quelle del freddo e clima (R1) che registra un incremento del 12,2%.

Tasso di raccolta e obiettivi europei – I dati forniti al Centro di Coordinamento RAEE da parte degli impianti di trattamento con-sentono di monitorare lo stato dell’arte della raccolta dei RAEE nel nostro Paese alla luce degli obiettivi di raccolta stabiliti dalla Direttiva Europea 2012/19/UE a salvaguardia, tu-tela e miglioramento della qualità dell’ambiente e della salute umana.

Dal 2019 il target di raccolta UE – inteso come rapporto tra i RAEE raccolti nell’anno di riferimento e la media delle apparecchiature elettriche ed elettroniche (AEE) immesse sul mercato nel triennio precedente – è passato dal 45 al 65%. In Italia il tasso di ritorno con-seguito nel 2019 è stato del 39,53%. Nonostante il dato sia ricavato sulla base dei dati disponibili per il CdC RAEE al 30 giugno 2020, il risultato è in calo rispetto al tasso di ritorno registrato nel 2018 e pari al 42,84%.

Questo incremento significativo dei volumi di AEE immesse sul mercato va letto alla luce dell’entrata in vigore, nell’agosto 2018, dell’Open Scope che ha ampliato in maniera significativa le categorie delle apparecchiature elettriche ed elettroniche soggette alla normativa europea sui RAEE. Al dannoso ritardo normativo si aggiunge il perdurare del traffico illecito dei rifiuti tecnologici, generato da una loro non corretta tracciatura, che sfuggono pertanto al sistema di gestione regolato dalla normativa con esiti negativi in fatto di inquinamento ambientale, di danno economico per le aziende e per il sistema Paese, acuito ulteriormente dal con-creto rischio di sanzioni per l’infrazione dei target previsti dalla Comunità Europea.

“Nel 2019 c’è stato un ulteriore incremento nella quantità di RAEE avviate a trattamento in Italia” dichiara Fabrizio Longoni, direttore generale del Centro di Coordinamento RAEE, “sintomo di un incessante lavoro effettuato da tutti i soggetti che costituiscono la filiera degli operatori RAEE italiani. Non traggano in inganno i dati sulla raccolta e l’avvio a tratta-mento dei RAEE che arretrano rispetto a un anno fa, ma il contesto in cui si muove questo settore industriale è sensibilmente cambiato con l’ampliamento di applicazione della direttiva sui RAEE a maggiori tipologie AEE. Quasi 20 punti percentuali di aumento relativo all’immesso sul mercato rispetto al triennio precedente cambiano paradigma e il risultato di quasi il 40% di tasso di ritorno deve essere valutato come un risultato lusinghiero. È necessario concentrarsi su questo risultato per effettuare il percorso di miglioramento che ci può condurre al target europeo, ma senza alcuni strumenti normativi come il decreto sui raggruppamenti diventa arduo comunicare ai detentori dei RAEE che devono gestire il loro rifiuto in maniera adeguata”.