Il Senato ha dichiarato l’emergenza climatica. Costa: “Un giorno decisivo”

Il Senato ha approvato le mozioni sulle iniziative per affrontare il riscaldamento globale. Per il Ministro dell’ambiente si è trattato di una giornata importantissima, in cui tutte le forze politiche hanno riconosciuto la gravità dei cambiamenti climatici

1834

Cosa bisogna fare per affrontare l’emergenza climatica? Il dibattito è acceso non solo tra gli scienziati ma anche nel mondo politico italiano, che ha approvato per intero la mozione elaborata dalla maggioranza, la n. 194/testo 5, che chiede al governo di adottare diverse iniziative per diminuire le emissioni inquinanti e de-carbonizzare il mix energetico del nostro paese.

“Con queste mozioni impegniamo il governo e noi stessi, con le dovute differenze politiche, a contribuire non contro ma per l’emergenza climatica”, ha affermato il ministro dell’Ambiente Sergio Costa sottolineando che tutti, maggioranza e opposizione, sono chiamati a lavorare per contrastare i cambiamenti climatici perché “l’ambiente non ha colore. Ci si è confrontati in modo sereno, istituzionale e garbato per trovare un percorso insieme”.

La politica italiana, quindi, ha capito che la lotta ai cambiamenti climatici è una priorità e richiede provvedimenti urgenti. Nella giornata di martedì infatti il Senato ha dato il via libera alla mozione di maggioranza sulle iniziative per affrontare l’emergenza climatica. Il testo è stato approvato in seguito ad una votazione per parti separate su cui si sono incrociate le astensioni, mentre sono state respinte le mozioni di opposizione.

“Finalmente tutto il Parlamento – ha aggiunto il ministro – concorda sulla necessità di puntare sul green. Attendiamo, adesso, che dalle parole si passi ai fatti. Lo dobbiamo ai cittadini italiani”.

Il testo impegna il governo su 22 punti. In particolare, tra le altre cose, l’esecutivo è chiamato a intervenire per:

  • riconoscere la necessità di intervenire per affrontare l’emergenza ambientale e climatica nel nostro Paese ed operare, in raccordo con il Parlamento, per consentire in tempi rapidi e certi, nel rispetto delle indicazioni scientifiche e degli accordi internazionali, la riduzione delle emissioni di anidride carbonica in atmosfera e la progressiva decarbonizzazione dell’economia;
  • accelerare la realizzazione degli interventi di mitigazione ed adattamento al cambiamento climatico, in particolare sul fronte della prevenzione del dissesto idrogeologico;
  • sostenere l’azione parlamentare tesa all’inserimento del principio della tutela della natura, dell’ambiente e dello sviluppo sostenibile nella Costituzione;
  • rafforzare le misure contenute nel piano nazionale integrato per l’energia e il clima (Pniec) per dare piena attuazione agli impegni adottati nell’ambito dell’accordo di Parigi sui cambiamenti climatici;
  • procedere alla ricognizione degli incentivi esistenti per l’efficientamento energetico, anche per favorire l’utilizzo migliore delle tecnologie esistenti per aumentare la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili;
  • attuare ogni misura che favorisca la transizione dall’economia lineare verso un modello di economia circolare basato su un uso efficiente delle risorse naturali, su una corretta gestione dell’acqua e su un virtuoso ciclo dei rifiuti;
  • ridurre progressivamente i sussidi ambientalmente dannosi;
  • favorire la transizione verso un sistema di trasporto pubblico sostenibile e verso la mobilità elettrica;
  • favorire le politiche di rigenerazione del tessuto urbano, di tutela dei beni culturali, paesaggistici e degli ecosistemi, di contrasto al consumo di suolo e all’abusivismo edilizio;
  • promuovere lo sviluppo della filiera agricola biologica e delle buone pratiche agronomiche.

“Dobbiamo guardare al green – ha osservato Costa – per nuovi posti di lavoro, in un concetto completamente diverso. Per un posto di lavoro con il fossile se ne producono, a parità di spesa, tra tre e cinque in chiave green. Il percorso può essere fatto finalmente insieme”.

“Noi – ha aggiunto il ministro – ci avevamo creduto già con la legge clima, poi con la legge di bilancio e dopo ancora con il dl rilancio. Il nostro obiettivo è semplificare, sburocratizzare, velocizzare, in un’ottica europea che va verso la sostenibilità, nella quale ambiente e natura non sono la stessa cosa e nella quale si inserisce il Pniec, il Piano nazionale integrato per l’energia e il clima, già depositato dall’Italia, che ha l’obiettivo di renderlo ancora più ambizioso con un aumento del taglio delle emissioni tra il 50 e il 55%, ovvero al di sopra del 40% previsto al 2030”.