In Australia nascono edifici e ospedali ecologici costruiti in terra battuta

A Newman la prima clinica ecosostenibile costruita con materiali naturali e argilla dà accoglienza e cure alla comunità aborigena nel rispetto dell'ambiente

476
© https://kaunitzyeung.com/

Quando si pensa a edifici fatti di terra battuta, ritornano subito alla mente immagini di antiche costruzioni in parti remote del mondo oppure grandi meraviglie architettoniche come la Grande Muraglia cinese.

Le costruzioni in terra battuta hanno una lunga tradizione; ne sono un esempio gli edifici in terra battuta che risalgono addirittura alla Cina neolitica, con resti di strutture del IX-VII millennio a.C. La terra battuta viene prodotta mettendo alcuni materiali naturali, come gesso, ghiaia, calce e terra, insieme a una miscela di argilla o altre sostanze umide in uno stampo. Il risultato è una struttura straordinariamente forte, ma con un impatto ambientale minimo; infatti, è uno dei metodi architettonici più sostenibili esistenti.

Non si pensi che usare questa tecnica sia una cosa semplice e “primitiva”: è necessaria una conoscenza approfondita dei materiali e della tecnica per riuscire a realizzare delle costruzioni; non a caso attualmente questo sistema costruttivo è oggetto di studio e di ricerca da parte di esperti del settore, come Daniela Ciancio, docente senior di ingegneria ambientale e mineraria presso l’Università dell’Australia occidentale.

Ciancio e i suoi colleghi hanno preso in considerazione l’uso di terra battuta per costruzioni all’interno di comunità indigene nell’Australia occidentale, dove un’azienda con sede a Sydney, la Kaunitz Yeung Architecture, ha sviluppato la prima struttura sanitaria di base nella piccola città di Newman.

L’obiettivo della costruzione della clinica, costata poco meno di 5 milioni di euro, è quello di fornire alle comunità interne un migliore accesso all’assistenza sanitaria. Di solito, le persone che vivono nelle vicinanze di Newman devono spostarsi fino a 1.400 km a sud verso la città di Perth per cure mediche; in questo modo l’assistenza sanitaria diventa un privilegio concesso solo a chi ha i mezzi e le risorse finanziarie per spostarsi.

L’edificio è stato realizzato utilizzando esclusivamente la terra del sito, al fine di evitare il trasporto di materiali da Perth o da altre città lontane. L’uso di questa tecnica, inoltre, ha permesso di creare una connessione umana e intuitiva con i luoghi e con la cultura e la tradizione delle comunità aborigene.

Il progetto, nato dalla collaborazione con la comunità aborigena locale, mira a creare un’architettura contestualizzata alle persone, al luogo e alla cultura; il centro sanitario è stato costruito come simbolo identitario e di senso di appartenenza.

Il fulcro dell’edificio è il cortile, che divide l’edificio in due parti: la clinica sanitaria e il settore amministrativo; grazie alla presenza del cortile, le due aree non hanno subito una separazione netta, ma mantengono un alto grado di connessione visiva e di interazione. Le finestre e i cancelli d’ingresso sono stati dotati di decorazioni artistiche che richiamano simboli e credenze culturali: di giorno, esse filtrano all’interno la luce del sole; di notte, i pannelli, illuminati dall’interno, diventano una vera e propria proiezione dello spirito nella comunità.

All’esterno oltre 2000 piante endemiche locali sono state piantate per creare un paesaggio a bassa manutenzione e consono allo spirito del luogo; esse forniscono ombra all’edificio e agli utenti. Il parco pubblico non è recintato e ciò consente l’attesa all’aperto per la famiglia allargata e i bambini.

Un’altra caratteristica fondamentale a favore della sostenibilità è il campo fotovoltaico da 150 kW, sistemato sul tetto. Newman è un luogo essenzialmente soleggiato, per cui si prevede che il solare fornirà il 100% dell’elettricità degli edifici quando il sole splende. Dal momento che l’edificio verrà utilizzato per lo più durante il giorno, si prevede che il fotovoltaico fornirà più dell’85% dell’elettricità dell’edificio. Come è accaduto con la clinica sanitaria di Newman, questo metodo costruttivo può potenzialmente avere successo con i gruppi indigeni, dove il rispetto e il legame con la natura sono centrali per l’etica e l’identità delle persone; allo stesso tempo, però, gli enormi vantaggi legati alla sostenibilità di questa tecnica potrebbero farlo diventare un modo di costruire anche altrove.