Gamberini: cooperative motore di transizione verso la green economy

Intervista esclusiva a Simone Gamberini, direttore generale di Coopfond, con cui abbiamo parlato di sostenibilità ambientale e sociale, ripresa economica, Agenda 2030

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Sostenibilità ambientale e sociale, ripresa economica, Agenda 2030: abbiamo parlato di questo e di molto altro in un’intervista esclusiva con Simone Gamberini che, dal 2 gennaio 2020, ha assunto l’incarico di direttore generale di Coopfond, fondo mutualistico di Legacoop, società che gestisce il fondo mutualistico per la promozione cooperativa, alimentato dal 3% degli utili di tutte le cooperative associate a Legacoop. Nel 2019, il fondo ha impegnato circa 51 milioni di euro in operazioni tese alla salvaguardia di imprese cooperative e posti di lavoro, workers buyout, sviluppo cooperativo, supporto alla logistica e consolidamento patrimoniale.

Dott. Gamberini, quanto è importante la sostenibilità ai fini della ripresa economica?

La sostenibilità è l’orizzonte all’interno del quale la ripresa dovrà realizzarsi, una sfida che già oggi – nel pieno dell’emergenza economica generata da quella sanitaria – dobbiamo impostare per poterla vincere insieme. È una lezione che, a parole, tutti hanno recepito: lo sviluppo dovrà essere sostenibile ed inclusivo o finirà per divorare sé stesso. La pandemia ha riportato al centro l’attenzione all’ambiente e alla comunità, ci ha dolorosamente ricordato che ogni traiettoria di crescita deve avvenire nel rispetto di entrambe. Ora dobbiamo passare rapidamente dalla consapevolezza alle scelte, dalle parole ai fatti.

Particolare attenzione è riservata agli obiettivi dell’Agenda 2030. In che modo promuovete lo sviluppo sostenibile?

Negli ultimi anni Coopfond è stato chiamato soprattutto a sostenere il sistema cooperativo alle prese con la crisi economica. A questo impegno, che proseguiremo, ora affianchiamo un’altra sfida: accompagnare le cooperative lungo un processo di cambiamento che le porti a giocare un ruolo da protagoniste proprio nel conseguimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile identificati dall’Agenda 2030 delle Nazioni Unite. Il nostro obiettivo è utilizzare la leva della finanza per ridefinire la proposta di valore del sistema cooperativo e farne un motore della transizione verso un’economia più sostenibile ed inclusiva. Un primo passo deciso in questa direzione lo abbiamo compiuto con il bando Coop 2030 che ha messo a disposizione 600mila euro per progetti di riposizionamento delle cooperative in direzione della sostenibilità. Abbiamo selezionato i progetti presentati e con i 10 vincitori avvieremo in questi giorni il percorso.

Da parte delle imprese italiane c’è attenzione ai temi della sostenibilità ambientale e sociale?

Il nostro Paese in questa sfida ha le carte in regola per giocare un ruolo da protagonista. Nell’economia circolare siamo di gran lunga superiori alla media europea. Un terzo delle imprese ha fatto investimenti che hanno a che fare con l’ambiente e queste imprese sono quelle che innovano di più, esportano di più e assumono di più. Siamo, ancora, primi in Europa come percentuale di riciclo dei rifiuti prodotti. Insomma: c’è sicuramente attenzione, anche se non è ancora sufficiente. Noi crediamo siano necessarie misure incentivanti accessibili a tutte le imprese di ogni ordine, grado e dimensione per la conversione dei processi produttivi. Tutto questo, con un occhio attento e vigile a quella transizione digitale e sviluppo tecnologico al servizio della sostenibilità – quindi, non fini a sé stesse né concentrate sui rendimenti, bensì applicazioni tecnologiche che facilitano l’adozione rapida di pratiche di sostenibilità da parte delle imprese di ogni dimensione.

Coopfond è il Fondo mutualistico di Legacoop, l’associazione che riunisce oltre 10mila cooperative italiane. Qual è il vostro obiettivo di fondo?

Noi operiamo utilizzando unicamente fondi provenienti dalle cooperative e li investiamo per sostenere la nascita di nuove cooperative e lo sviluppo di quelle esistenti. Nelle scelte di ogni giorno tentiamo, come dicevo, di favorire un riposizionamento del movimento cooperativo nel sistema socio-economico italiano: crediamo, infatti, che i valori che da oltre 150 anni sostengono il nostro movimento siano capaci oggi di favorire un’evoluzione verso quell’economia sostenibile e inclusiva, che mette al centro il lavoro e la comunità e non il profitto di pochi, di cui il nostro Paese ha oggi più che mai bisogno.