Cosmetica, siliconi vs oli vegetali: tutto quello che c’è da sapere

Le alternative naturali ai siliconi nei cosmetici ci sono: oli e burri vegetali inquinano meno e sono più affini alla nostra pelle

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Paraffina liquida, vaselina, siliconi, oli e burri vegetali: in cosmetica rappresentano la fase grassa delle emulsioni e spesso intorno al loro utilizzo si è creata una disputa, che cercheremo di dirimere spiegando cos’è e come agisce ognuno di questi componenti.

Un’emulsione è un preparato cosmetico, alimentare, che lega due parti tra loro non miscibili: acqua e olio. L’olio rappresenta fase grassa di tutte le emulsioni cosmetiche (creme, latti, maschere, etc.). Prendiamo in esame la fase grassa di una crema che può essere composta da oli vegetali (mandorle dolci, germe di grano, enotera, andiroba, cocco, etc.), burri vegetali (jojoba, cacao, mimosa, etc.) ai quali aggiungere una resina (o gomma) vegetale (xantana) come legante. Tale fase puoi essere realizzata anche dai derivati del petrolio (paraffina liquida, vasellina) e dai derivati dei polimeri (siliconi: pesanti e volatili).

Chiaramente ciò ha creato due forti schieramenti contrapposti: facciamo chiarezza sulle varie sostanze specificando senza alcun pregiudizio che queste sostanze sono tutte ammesse dal regolamento UE 1223/2009 (che regola la produzione della cosmesi e il suo impatto sulla salute umana) senza voler urtare una recente sentenza della Cassazione Europea che vieta di “discriminare” o “demonizzare” sostanze cosmetiche annesse dal regolamento 1223/2009.

Prendiamo in esame la Paraffina Liquida (Paraffinum Liquidum) che è comparsa nei cosmetici verso la fine del 1800 e da allora è sempre presente e fatica a scomparire. Sicuramente la paraffina liquida e i suoi derivati sono prodotti dal costo basso. Ed è vero che derivano da una fonte non rinnovabile, il petrolio, i cui derivati sono molto poco biodegradabili. E quindi con un occhio attento all’ambiente dovremmo chiederci se è davvero il caso di usarli così spesso. La paraffina liquida aumenta la morbidezza della pelle grazie alla sua funzione di barriera, più di altri emollienti (secondo test in vivo che hanno misurato la TEWL (Trans Epidermal Water Loss), la perdita di acqua da parte della pelle). Quindi facendo da barriera, idrata indirettamente la pelle (mantiene l’acqua che abbiamo già naturalmente nella nostra pelle, non facendola evaporare), grazie al suo potere occlusivo. Questo è già un nonsense. La traspirazione della pelle è fondamentale in quanto:

  • ci aiuta a mantenere una temperatura corporea costante;
  • elimina le tossine, cioè gli scarti dei processi metabolici, di digestione, stress, ma anche i residui di eventuali sostanze tossiche entrate nel nostro corpo attraverso l’alimentazione e la respirazione (fumo, coloranti, conservanti, pesticidi e così via);
  • pulisce la pelle e la rende più luminosa, in quanto il passaggio di liquidi attraverso i pori li svuota dalle impurità e facilita l’eliminazione delle cellule morte in superficie, mentre il calore attiva la microcircolazione, che idrata i tessuti cutanei;
  • aiuta l’apparato respiratorio assorbendo ossigeno dall’ambiente esterno.

La Vaselina (Petrolatum) che è più densa rispetto alla paraffina liquida riesce ad essere addirittura più occlusiva. Esistono tipi di oli minerali diversi, più o meno leggeri, e per questo sono anche più o meno occlusivi. Quelli leggeri sono meno occlusivi di quelli più densi. Secondo un test infatti la vaselina, essendo più densa e quindi più occlusiva, si è dimostrata in grado di aumentare lo spessore dello strato corneo (dovuto alla presenza di acqua al suo interno) più di altri oli come l’olio di mandorle dolci e l’olio di jojoba. La paraffina liquida ha avuto un valore leggermente più basso dell’olio di mandorle dolci, ma comunque molto simile ad altri oli vegetali. La Vaselina è però meno piacevole a livello sensoriale rispetto alla paraffina liquida, e per questo viene preferita meno nelle formulazioni rispetto alle sue “cugine” liquide. Insomma la paraffina liquida ha trovato più spazio nel mercato cosmetico perché riesce ad essere piacevole al tatto ma ha anche un buon potere occlusivo.

Rimane però il fatto che la paraffina liquida (come la vaselina) non sia eudermica, ovvero non migliora lo stato della pelle, ed è poco affine ad essa. I grassi vegetali, ad esempio sono invece eudermici perché i loro lipidi sono più affini alla pelle e quindi possono dare emollienza alla pelle (sono restitutivi) mentre fanno anche da barriera.

I Siliconi sono polimeri (macromolecole) ottenuti chimicamente e sono derivati dal Silicio (Si). A seconda della loro costituzione e preparazione i siliconi possono dar luogo a resine, oli, elastomeri (sostanze gommose dalle spiccate proprietà elastiche). Le caratteristiche principali dei siliconi, in generale, sono le seguenti:

  • sono idrofobi, non sono affini all’acqua e non possono essere disciolti in essa;
  • sono fotostabili, non subiscono modifiche con la luce del Sole;
  • sono resistenti all’ossidazione;
  • sono altamente inerti, caratterizzati dunque da scarsa reattività. In pratica, non interagiscono con altre sostanze scatenando reazioni chimiche.

Dando un’occhiata all’elenco delle loro caratteristiche, si può intuire che vengono utilizzati non tanto per ciò che fanno ma quanto per quello che non fanno. Spieghiamo meglio. Essendo sostanze idrofobe, creano una barriera protettiva idro-repellente sulla pelle in grado di proteggerla da agenti esterni come inquinamento o fattori irritanti. E se da un lato questa barriera difende la cute dagli attacchi esterni, dall’altro impedisce l’evaporazione dell’acqua dall’interno. L’effetto in pratica è un’idratazione passiva, mirata al trattenimento dell’acqua cutanea così come la paraffina liquida o la vaselina. Essendo i siliconi delle sostanze inerti quando vengono applicati sulla pelle non creano nessun tipo di reazione con quest’ultima. Quindi nelle formulazioni non vengono utilizzati come ingredienti nutritivi o funzionali ma come ingredienti tecnici. Servono infatti a fare in modo che la texture dei prodotti sia più “morbida” e “setosa” e nei prodotti come creme viso e corpo impediscono l’effetto bianco (“mano di bianco” o “mano bianca”, possibile nei prodotti cosmetici a base di cere vegetali). Non ultimo sono sostanze scarsamente bio-degradabili.

Queste sostanze citate (Paraffina Liquida, Vaselina, e Siliconi) hanno il pregio (cosmetico) di non interferire con il profumo, con il colore del prodotto cosmetico finito; non irrancidiscono e quindi viste queste loro caratteristiche favoriscono un PAO più lungo nel cosmetico finito.

© Tijana Drndarski on Unsplash

In alternativa gli oli vegetali, come abbiamo già appurato, sono sicuramente più eudermici e chiaramente, senza timore di smentita, provengono da fonti rinnovabili.

Gli oli vegetali sono prodotti completamente naturali, meglio se spremuti a freddo senza l’uso di solventi e rappresentano quanto di meglio esista in natura è per rendere la pelle liscia e morbida, per combattere le rughe e cancellare la secchezza dovuta al sole e al freddo. Tra i costituenti degli oli vegetali si trovano infatti delle sostanze dette ceramidi che funzionano come una sorta di cemento, che ha la proprietà di trattenere l’acqua della pelle. Infatti, se la pelle non contiene più alcuni dei suoi costituenti, può andare incontro a problemi di secchezza e rughe precoci. Anche le pelli grasse possono trovare giovamento dall’uso di oli cosiddetti “leggeri” che penetrano ed idratano senza causare “shock” alla pelle che, sentendosi aggredita, risponde con produzione di sebo. Gli oli vegetali possono ovviare a questi inconvenienti anche tramite altri componenti preziosi: gli insaponificabili a carattere simile agli ormoni, i fitosteroli, vitamine (soprattutto A ed E, antiossidanti naturali, etc.).

Chiaramente tutti gli oli vegetali tendono all’irrancidimento e a scurire se sottoposti a fonte di luce diretta. Spesso nelle formulazioni cosmetiche a base di oli vegetali e burri vegetali viene aggiunta della vitamina E che serve come antiossidante, oltre che alle sue proprietà benefiche per la pelle.

Per i burri vegetali il rischio “tecnico” è che durante l’applicazione della crema che li contiene lascino la scia bianca come abbiamo detto prima. È normale, sono sostanze ricche e non inerti. Lo svantaggio è più di marketing che reale in quanto una crema a base di burri vegetali e oli vegetali, avendo una base grassa ricca di proprietà e non inerte, durerà più a lungo perché ne occorre circa un terzo meno ad applicazione e ciò non favorisce i consumi. Analogamente essendo composta da sostanze vegetali che con il passare del tempo possono virare il colore e l’odore della crema il PAO sarà più breve.

La mia personale opinione di formulatore è che le creme a base vegetale sono sempre da preferire perché inquinano molto meno (anche perché ne occorre un minore quantitativo), provengono da fonti rinnovabili e soprattuttosono più affini alla nostra pelle.

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