Forest Therapy: cos’è e dove praticarla in Italia

La Forest Therapy è una vera e propria immersione nella natura, che unisce scienza e spiritualità per apportare benessere al corpo e alla mente

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Negli ultimi anni si è diffusa l’idea di un turismo sostenibile a contatto con la natura, per riscoprire luoghi incontaminati e viaggiare rispettando l’ambiente. Le location green e a impatto zero sono sempre più ricercate, ma soprattutto le persone hanno voglia di immergersi nella natura per lasciarsi alle spalle lo stress della città e il tram tram quotidiano.

Per questo motivo, si è diffusa una pratica molto interessante, la Forest Therapy o Shinrin-Yoku, che può essere praticata nei boschi, dove è più semplice trovare il contatto autentico con la natura, i suoi colori e i suoi odori. Ma, se proprio non riuscite ad addentrarvi in un vero bosco, potete sempre recarvi nei parchi cittadini, l’importante è che ci sia molto verde.

La pratica dello Shinrin-Yoku è nata nel 1982 in Giappone, come parte di un programma sanitario nazionale progettato per ridurre i livelli di stress della popolazione. Non si tratta di una semplice passeggiata nel verde, è una vera e propria immersione nella natura, che unisce scienza e spiritualità per apportare benessere al corpo e alla mente.

I benefici della Forest Therapy

I numerosi studi realizzati hanno dimostrato che la Forest Therapy è davvero in grado di ridurre lo stress, abbassare i livelli di adrenalina, contrastare l’iperattività, stimolare il sistema parasimpatico, deputato al rilassamento, andando a ridurre le reazioni di quello simpatico adibito alla funzione di lotta-fuga, andare a lavorare sulla pressione sanguigna e portare a una serie di altri effetti positivi per l’uomo.

I vantaggi, quindi, sono innumerevoli. Il Forest Bathing, un bagno di natura a tutti gli effetti, è un’esperienza immersiva nel verde davvero rigenerante, capace di operare una disintossicazione fisica e mentale grazie ai numerosi benefici che alberi e piante hanno sul sistema nervoso umano.

Ma non è tutto. Le foglie degli alberi rilasciano sostanze che producono effetti benefici atti a lavorare sul sistema immunitario e sull’attività delle cellule NK (Natural Killer), adibite alla protezione di quest’ultimo: ad esempio è stato dimostrato che dopo tre notti nella foresta si ha un incremento dell’attività di queste cellule dal 17% al 27%.

Dove fare Forest Bathing in Italia

Fare Forest Bathing nel nostro Paese è davvero molto semplice: sebbene basti un luogo alberato per dedicarsi a questa pratica, sono molti i luoghi nelle varie regioni in cui esistono veri e propri percorsi dedicati a questa rilassante pratica.

Due esperti italiani, l’ecodesigner Marco Nieri e l’agronomo Marco Mencagli, hanno dedicato degli studi a questa pratica, monitorando l’attività elettromagnetica delle piante per verificarne gli effetti sull’uomo, tanto che ormai si può parlare di una vera e propria Forest Therapy in Italia riconosciuta ufficialmente.

Dal Piemonte alla Toscana passando per Trentino e Lazio, sono molte le regioni italiane dove si può praticare il Forest Bathing. Al nord è possibile fare Forest Bathing in Piemonte, nell’Oasi Zegna dove sorge il Bosco del Sorriso e dove sono stati organizzati percorsi e sentieri adatti a tutta la famiglia.

In Trentino c’è un bellissimo bioparco di faggi in località Fai della Paganella dove è possibile immergersi a 360 gradi nella natura. In Friuli è possibile fare Forest Therapy nelle Valli del Natisone.

Nelle regioni centrali è possibile godere dei benefici di questa attività in Toscana sui Monti dell’Amiata e nel Parco della Maremma, tra alberi di leccio e piante tipiche della macchia mediterranea, per un’esperienza davvero suggestiva e rigenerante.

Molto apprezzato anche il Forest Bathing nel Lazio: in particolare si può praticarlo nel Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, dove il paesaggio è dominato dalle foreste di faggio, ma anche al Parco del Circeo dove i percorsi passano attraverso frassini, ontani neri e qualche esemplare di pioppo tremulo.

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