L’Islanda commemora il ghiacciaio scomparso: “presto anche gli altri faranno la stessa fine”

Una targa celebra l'Okjokull sciolto dopo 700 anni e ci ricorda che, se non facciamo qualcosa, ''in 200 anni anche gli altri ghiacciai faranno la stessa fine''

Il ghiacciaio Okjokull si è sciolto e non ne resta che una targa commemorativa posta sulla montagna che lo ospitava. È il triste scenario a cui assistiamo in Islanda: il paese ha detto definitivamente addio al ghiacciaio che per 700 anni è stato una riserva di acqua apponendo una placca con sopra riportata la “Lettera al futuro” dello scrittore islandese Andri Snaer Magnason, per ricordare il primato del riscaldamento globale e le prospettive che ci attendono.

“È il primo ghiacciaio a perdere il suo status di ghiacciaio. Nei prossimi 200 anni – si legge sulla targa – è previsto che tutti i nostri principali ghiacciai faranno la stessa fine”.

Una realtà implacabile confermata anche dalle immagini satellitari. A causa delle temperature sempre più elevate, nell’ultimo secolo l’Okjokull ha cambiato completamente forma ed è passato da un’estensione di 16 chilometri con uno spessore di 50 metri nel 1890 a un’estensione di un chilometro quadrato, con uno spessore ridotto a una quindicina di metri, nel 2014. Anche altri 400 ghiacciai islandesi rischino di fare la stessa fine a causa del riscaldamento globale.

Soffrono anche le montagne italiane. Sempre il satellite mostra una situazione preoccupante per Alpi e Dolomiti che, nel periodo estivo e in alta quota, presentano soltanto delle chiazze di ghiaccio, sempre più rade di anno in anno.

La cerimonia commemorativa si è svolta sul vulcano islandese che ospitava il ghiacciaio Okjokull, alla presenza degli attivisti ambientalisti e del primo ministro Katrin Jakobsdottir, che in un tweet ha commentato “Ok è andato e non va bene”. Presenti anche il ministro per l’ambiente Gudmundur Ingi Gudbrandsson e l’ex presidente dell’Irlanda, Mary Robinson.

“Questo monumento testimonia che noi siamo coscienti di ciò che sta accadendo e di ciò che va fatto. Solo tu sai se lo abbiamo fatto”, si legge ancora sulla targa che termina con la data della cerimonia e la concentrazione di anidride carbonica rilevata nel mondo: 415 parti per milione (ppm).