Incendio Avellino, brucia una fabbrica di batterie. Nube tossica in cielo

Sul posto numerose squadre dei Vigili del Fuoco per domare le fiamme. Intanto il cielo è coperto da una densa nube nera

Ore di paura nel pomeriggio ad Avellino quando il cielo si è colorato di nero per lo scoppio di un violentissimo incendio in una fabbrica di Pianodardine, zona industriale del capoluogo irpino. Si sperava che il fuoco potesse spegnersi in pochi minuti invece le fiamme si sono alzate dal tetto della fabbrica fino a riempire il cielo di una densa nube tossica.

A bruciare, intorno alle 13.30 di oggi, è la Ics, azienda specializzata nella produzione di componenti in plastica per l’industria delle batterie. A seguito di ripetuti scoppi nella fabbrica, si è prodotta un’enorme quantità di fumo che si è diretta verso Avellino e i paesi circostanti, spandendosi per diversi chilometri.

A preoccupare, oltre al disastro ambientale dovuto alla nube tossica, anche il distributore di benzina e quello di gas metano che si trovano nelle immediate vicinanze dello stabilimento, ma il tempestivo intervento dei vigili del fuoco ha evitato quella che poteva trasformarsi in una strage.

Sul posto stanno intervenendo diverse squadre dei vigili del fuoco di Avellino, Grottaminarda, Montella e Lioni che sono impegnate a spegnere le fiamme tra tantissime difficoltà. Arrivati anche rinforzi dagli altri distaccamenti della Campania.

Maria Tirone, il prefetto di Avellino, ha dichiarato lo stato di emergenza e ha invitato la popolazione di 18 Comuni della zona a chiudere le finestre e a evitare di uscire. Inoltre, le autorità sanitarie hanno disposto la chiusura dell’impianto di stoccaggio dei rifiuti sospendendo l’attività di raccolta.

A pochi giorni da quanto accaduto a Battipaglia, in provincia di Salerno, la Campania è stata nuovamente scossa dai roghi che preoccupano non poco i cittadini, inermi di fronte a quanto sta accadendo. Gli avellinesi e gli abitanti dei paesi dell’hinterland sono barricati in casa. I più fortunati sono scappati lontano dal fumo ma i più restano al riparo entro le mura domestiche in attesa che, come promesso qualche giorno fa dal ministro dell’Ambiente Sergio Costa, si prendano dei seri provvedimenti per la messa in sicurezza delle fabbriche.