Non sempre una soluzione: rischi e limiti del rimboschimento

Pur mitigando il cambiamento climatico, il rimboschimento è una misura solo parziale, o addirittura controproducente se non pianificato con attenzione e giudizio

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Tempi importanti per gli amanti degli alberi. Dalle applicazioni di riforestazione che mirano a diventare il ‘Tinder degli alberi’, all’impegno di Trump ad aderire alla One Trillion Trees Initiative, quest’anno ha visto un vero e proprio boom negli sforzi dei governi e delle start-up di ripopolare le foreste.

Il mese scorso, agli Stati generali dell’Economia, il premier Giuseppe Conte ha annunciato l’intenzione di piantare un milione di alberi grazie ad un investimento di un miliardo di euro da parte dell’Unione Europea.

Al di là dei dubbi sulla copertura dei costi, il piano di Conte ha riportato a galla il dibattito sugli investimenti per il rimboschimento e sulla loro efficacia. Pur essendo un importante impulso alla mitigazione del cambiamento climatico, è di vitale importanza capire che queste misure sono solo parziali, o addirittura controproducenti se non pianificate con attenzione e giudizio.

A questo proposito, uno studio dell’Università dello Utah, pubblicato sulla rivista Science la scorsa settimana, ha evidenziato come l’uso delle foreste per compensare le emissioni di carbonio comporti dei rischi da tenere in considerazione quando si investe nella riforestazione come soluzione al cambiamento climatico.

Il biologo e autore dello studio William Anderegg ha affermato in un’intervista a SmartGreen Post che il carbonio assorbito dalle foreste potrebbe non rimanere immagazzinato a lungo termine a causa di una serie di fattori.

“I maggiori rischi climatici, come siccità e incendi, potrebbero in realtà causare la morte massiccia delle foreste, che emetterebbero nell’atmosfera il carbonio immagazzinato e accelererebbero il cambiamento climatico,” ha spiegato. Circostanze che, in un mondo sulla via del surriscaldamento, potrebbero aumentare in gravità ed estensione.

Inoltre, lo scienziato ha sottolineato come piantare alberi non sempre abbia un effetto di raffreddamento netto sul clima. Nelle latitudini più settentrionali, come in Canada, nel nord degli Stati Uniti o in Russia, le aree non boschive sono solitamente coperte di neve e per questa ragione riflettono gran parte della luce solare nello spazio. Se queste aree dovessero essere riforestate, perderebbero le loro proprietà riflettenti, che non verrebbero compensate dal carbonio assorbito dagli alberi. Essenzialmente, in circostanze simili, il ripopolamento delle foreste di fatto riscalderebbe il pianeta.

Per garantire la permanenza a lungo termine delle foreste, e quindi la loro efficacia, Anderegg ha sottolineato l’importanza di orientare gli investimenti di rimboschimento verso paesaggi appropriati e verso aree meno a rischio di incendi, siccità, specie invasive o agenti patogeni. “[Il rimboschimento] potrebbe svolgere un ruolo significativo solo se lo facciamo in modo saggio e informato dalla migliore scienza disponibile.”

Questo significa anche piantare nuove foreste in modo ecologicamente e socialmente responsabile. I progetti di riforestazione dovrebbero concentrarsi su assicurare diversità delle specie, garantire regimi di proprietà fondiaria efficaci e monitorare i nuovi alberi per anni.

Un altro fattore chiave è il coinvolgimento delle comunità indigene sul territorio, facendo in modo che i loro diritti e i loro desideri siano rispettati e che queste si dedichino ad un adeguato mantenimento dell’area rimboschita.

Tuttavia, il solo ripopolamento degli alberi non è sufficiente. È stato dimostrato che le foreste potrebbero contribuire solo fino al 20% del totale potenziale di riduzione delle emissioni nette.

Nonostante uno studio dell’anno scorso sostenesse che piantare alberi sia il meccanismo più promettente per la lotta al cambiamento climatico, Zeke Hausfather, scienziato e analista dell’Università di  Berkeley, è stato tra coloro che hanno respinto tali risultati.

Secondo Hausfather, il rimboschimento viene imprecisamente presentato come la soluzione al riscaldamento globale, mentre è una parte importante ma ancora relativamente piccola dell’insieme delle azioni cruciali che dobbiamo intraprendere. 

“Un mondo dove c’è riforestazione è meglio di un mondo dove non c’è riforestazione,” ha detto a SmartGreen Post, “ma non c’è una soluzione unica che possa risolvere il cambiamento climatico.”

Nonostante il ruolo sempre più importante delle foreste, diffondere l’idea che piantare alberi risolverà la complessa questione del riscaldamento globale rischia di diventare una pericolosa distrazione dalle cause del problema. “Dobbiamo assicurarci di non usarlo come un modo per sfuggire alle responsabilità o alle azioni concrete da intraprendere per ridurre le emissioni,” ha detto Hausfather.

“Fondamentalmente, l’unico modo per fermare il cambiamento climatico è portare le emissioni a zero e questo ridurrebbe automaticamente le emissioni di combustibili fossili,” ha concluso. “Il rimboschimento non può sostituirsi a ciò.”