ForestaMi, a Milano tre milioni di nuovi alberi entro il 2030

Milano si è data l’obiettivo di piantare 3 milioni di alberi entro il 2030 per realizzare una foresta urbana. Il progetto è dell’architetto Stefano Boeri, autore del Bosco Verticale

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Tre milioni di nuovi alberi entro il 2030: è l’ambizioso progetto di Milano che si prepara alla svolta green e sogna di trasformare la città in una foresta urbana. Il progetto, denominato “ForestaMi”, è promosso dal Politecnico di Milano con la guida scientifica dell’architetto Stefano Boeri, che in passato ha realizzato il celebre Bosco Verticale, e prevede la piantumazione di un albero per ogni persona che vive nell’area della Città metropolitana, raggiungendo così la quota di 3 milioni di nuovi alberi entro il 2030, 2 milioni entro le Olimpiadi invernali del 2026.

L’obiettivo, ha spiegato Boeri, è “ridurre di 4/5 la CO2 prodotta, pulire finalmente l’aria di Milano (assorbendo tonnellate di polveri sottili) e abbassare di 2/3 gradi la temperatura estiva in città. La forestazione urbana è oggi in cima alle agende delle grandi metropoli del pianeta (da New York a Melbourne, da Shanghai a Parigi) e la Grande Milano si candida a diventare una delle città protagonista di una grande campagna per invertire il cambiamento climatico nel mondo”.

Il progetto è stato sposato con convinzione dal sindaco Beppe Sala, che di recente ha deciso di gestire in prima persona le deleghe per la «transizione ambientale». Il piano per la forestazione urbana è stato oggetto di studio da parte di un team di ricercatori coordinati da Maria Chiara Pastore, che ha lavorato per gettare le fondamenta e fare da raccordo tra tutti gli attori pubblici, privati, istituzionali coinvolti. Ai primi di agosto lo studio è diventato un documento guida per il futuro ambientalista su scala metropolitana.

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La progressione immaginata dagli esperti parte dai centomila nuovi alberi già quest’anno, da piantare tra novembre e marzo. Si arriverà a 400 mila entro il 2022. E si prosegue a un milione e 200 mila due anni dopo, per arrivare nell’anno olimpico a quota due milioni e completare il percorso per il 2030.

Il progetto prevede che le zone verdi vengano create innanzitutto strappando terreno alle aree parcheggio, dove si riuscirebbe a recuperare spazio per 150 mila alberi. Dalla bonifica degli ex scali ferroviari, invece, si ricaverebbe spazio per altre 250 mila piante. Per ora si tratta di ipotesi, che verranno approfondite e delineate con maggiore chiarezza il 21 novembre al «World Forum on Urban Forests» in Triennale, quando il progetto verrà presentato ufficialmente.

Entro i confini della città di Milano si punta a costruire un grande parco metropolitano ma anche a ristrutturare il parco del quartiere Adriano. Inoltre, saranno realizzati una ventina di progetti minori che interesseranno diverse aree della città.

Il grosso, tuttavia, si farà nell’hinterland milanese e coinvolgerà l’area dell’Abbiatense, la stazione di Albairate e Abbiategrasso. Altri interventi coinvolgono il parco del Grugnotorto, il corso del canale scolmatore, i terreni della fondazione Ca’ Granda e i progetti di fondazione Cariplo. Tra i privati che hanno deciso di sostenere ForestaMi si annoverano la Fondazione Falck e Fs Sistemi Urbani, oltre ad Axa che si è impegnata a finanziare piantumazioni nei cortili delle scuole.

“A chi mi chiede se non sia una follia — dice Boeri — rispondo che se nei prossimi dieci anni ogni abitante dell’area metropolitana piantasse un albero, avremmo raggiunto il risultato. Ho visto lo stesso scetticismo quando abbiamo proposto il Bosco Verticale, che adesso ci copiano in tutto il mondo”.

E il progetto è risultato talmente ambizioso e positivo da riscontrare l’apprezzamento di celebrità come Leonardo DiCaprio, da molti anni impegnato in progetti a sostegno della tutela dell’ambiente.

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