Detersivi in polvere, sono efficaci ma inquinano troppo

Un test tedesco condotto su 26 detergenti ci dice quali sono i migliori e quali i peggiori in termini di impatto ambientale

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Quasi ogni famiglia usa il detersivo per il bucato per pulire e igienizzare la biancheria ma i detergenti posso rivelarsi molto dannosi per l’ambiente. La rivista tedesca Öko-Test, in una delle sue ultime analisi, ha testato 26 detersivi in polvere per il bucato (alcuni venduti anche in Italia), acquistabili nei supermercati e nei discount. L’obiettivo era quello di verificare le prestazioni di lavaggio, in termini di rimozione delle macchie, e il loro impatto ambientale.

Dai risultati del test, solo il 15 per cento dei detersivi ha ottenuto un punteggio buono, mentre la maggior parte dei prodotti ha raggiunto solo la sufficienza, compresi marchi molto noti e prodotti a basso costo come il detersivo in polvere di Aldi e quello di Lidl.

La prestazione di lavaggio spesso è convincente ma a far precipitare il punteggio è l’impatto sull’ambiente di molti detergenti che presentano ingredienti inquinanti come i polimeri sintetici e i profumi. I composti plastici utilizzati, infatti, sono solubili in acqua ma scarsamente degradabili, tanto che gli impianti di depurazione non riescono a filtrarli e finiscono direttamente nei sistemi di irrigazione dei campi e, successivamente, in mare.

Secondo diversi produttori, non esiste attualmente alcuna alternativa ai polimeri sintetici nei detergenti per uso intensivo. Questi hanno, a seconda del polimero, differenti funzioni ma generalmente vengono usati nella composizione del detersivo perché riducono la schiuma e garantiscono che lo sporco sia eliminato meglio durante il lavaggio. Tuttavia, 4 dei 26 detergenti analizzati nel test non contengono controversi composti plastici.

Altri ingredienti inquinanti sono i brillantanti ottici contenuti in 22 detergenti. Questi dovrebbero rendere il bucato bianco ma sono dannosi per l’ambiente in quanto difficili da eliminare. Inoltre, se passano dalle fibre alla pelle, possono causare reazioni allergiche in combinazione con i raggi solari.

Anche le fragranze utilizzate per profumare il bucato si sono rivelate dannose per l’ambiente. Soprattutto, a ottenere un risultato negativo è stata la fragranza Lilial, che si sospetta possa influenzare la riproduzione. Molte fragranze non sono biodegradabili e alcune si sono rivelate addirittura tossiche per gli organismi acquatici. Un vero problema se si pensa che produttori e consumatori considerano indispensabile che il bucato abbia un buon profumo.

Secondo la ricerca condotta da Öko-Test, il detersivo in polvere migliore è il Sonett, che non ha nessun profumo, brillantante ottico o composto plastico. Seguono Ecover Universal Waschpulver, Shetlan Vollwaschmittel Super Compact (venduto dal supermercato Penny), e Tandil Ultra-Plus (venduto da Aldi Süd). Il peggiore, invece, è Ariel, che contiene polimeri sintetici e sbiancante ottico, non ha un’etichetta completa e le prestazioni di lavaggio sono medie.

La rivista tedesca consiglia di acquistare detergenti ecologici, senza polimeri sintetici. Il problema è che il consumatore difficilmente riesce a capire se queste sostanze siano contenute o meno in un prodotto, in quanto in etichetta si nascondono dietro complicati nomi chimici. L’altro consiglio è quello di utilizzare dosatori per detersivi che consentono di bilanciare la quantità dei prodotti in base al peso della biancheria e alla durezza dell’acqua.