Italia a rischio desertificazione: Sicilia, Molise e Basilicata le più colpite

Il 20% del territorio italiano è a rischio desertificazione con percentuali che toccano il 70% al Sud. L'appello di Costa: "Ridurre la deforestazione e preservare le risorse della terra"

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La desertificazione, una forma di degrado del suolo che viene misurata monitorando la copertura vegetale e la produttività del suolo stesso, è una minaccia in forte crescita: ne è colpito il 29% del territorio globale, dove abitano oltre 3 miliardi di persone, mentre ampie fette del nostro Paese rientrano già nella casistica. Altre lo faranno presto.

Quello della desertificazione è un fenomeno ormai globale, che non colpisce solo le aree più desertiche del globo. I cambiamenti climatici e una gestione poco attenta alle risorse naturali mettono a rischio la fertilità dei terreni, del nord del mondo come di quelli del sud, e la produzione agricola.

In occasione della Giornata mondiale per la lotta alla desertificazione, che cade ogni 17 giugno, Snpa ha analizzato la situazione in Italia spiegando che “il 10% del territorio è molto vulnerabile. La Sicilia è la regione più colpita (42,9% della superficie regionale), seguita da Molise, Basilicata (24,4%) e dalla Sardegna (19,1%)”.

Quali le cause di questo fenomeno globale? “Come sempre nelle questioni ambientali non c’è un solo colpevole, ma una serie di cause – prosegue Snpa – I cambiamenti climatici hanno modificato le precipitazioni, aumentato la temperatura e gli episodi di siccità, con conseguente disponibilità insufficiente di acqua per il suolo, per la vegetazione e per le attività produttive (agricoltura in primis). C’è poi una gestione poco attenta delle risorse naturali, dell’acqua, del suolo e della vegetazione. Il suolo viene consumato eccessivamente e si usano pratiche agricole dannose.”

Il degrado a scala globale viene oggi calcolato attraverso dati satellitari che fotografano la copertura vegetale e la produttività del suolo. Tra il 1998 e il 2013, una percentuale pari al 20-30% della superficie terrestre ha mostrato andamenti declinanti nella produttività. Grazie all’osservazione satellitare del programma europeo Copernicus è stato stimato che il 12% delle terre coltivate a vegetazione mostra un calo della produttività e che il 21% è a rischio.

Eppure i cittadini italiani non sono a conoscenza del problema della desertificazione o non lo ritengono grave, come evidenzia l’indagine Ipsos condotta per Finish a dicembre 2019 e resa nota ieri: solo il 10% degli intervistati, guardando all’oggi, ha espresso preoccupazione per la desertificazione, percentuale che sale al 19% guardando al futuro. Il problema è che se non verranno messe in campo da subito decise azioni di contrasto, il futuro rappresenterà un grosso problema.

“Nella Giornata mondiale per la lotta alla desertificazione e alla siccità voglio ricordare l’importanza di rendere i nostri comportamenti quotidiani il più possibile sostenibili”. Così in una nota il Ministro dell’Ambiente Sergio Costa.

Per quest’anno, il tema prescelto è “Lotta alla Desertificazione per un Agricoltura Sostenibile” in linea con le tematiche oggetto della Commissione Sviluppo Sostenibile per il corrente biennio. “Dobbiamo ridurre gli sprechi di risorse, arrestare inquinamento e deforestazione, equilibrare il consumo di prodotti di origine animale. Occorre farlo da subito se vogliamo preservare il patrimonio di biodiversità e le risorse della Terra”.

Quello dello spreco idrico è un problema che interessa molto da vicino l’Italia, dove vengono sprecati ogni anno 4,5 miliardi di metri cubi di acqua potabile solo a causa di una rete idrica colabrodo. Sono necessari, quindi, interventi mirati a contrasto del fenomeno della desertificazione, come auspicato anche da Costa.

“Intraprendere azioni di lotta ai fenomeni di siccità e desertificazione significa proseguire spediti nelle azioni di contrasto ai cambiamenti climatici – ha concluso il Ministro –. Lo abbiamo fatto mettendo per la prima volta l’ambiente al centro della ripresa, dando stimolo alle infrastrutture verdi, incentivando il green deal italiano e attuando, in questo periodo di uscita e ripresa dall’epidemia Covid, una rivoluzione verde auspicabile e quanto mai necessaria”.