Raccolta differenziata: come riciclare correttamente l’olio da cucina esausto

Sapevi che un prodotto naturale come l'olio, se smaltito impropriamente dopo l'uso, può essere estremamente pericolo per l'ambiente? Scopri come riciclare l'olio da cucina esausto nella nostra rubrica in collaborazione con SmartRicicla

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Un prodotto naturale come l’olio da cucina può trasformarsi in un potente inquinante se non correttamente riciclato dopo l’uso. Si stima che in Italia ogni cittadino produce circa 5 kg all’anno di olio esausto derivante dalla frittura, dalla conservazione di alimenti e dalla cottura dei cibi.

Il dato allarmante è che più della metà di questo olio non viene recuperato ma viene disperso nell’ambiente, finisce nel lavandino o nello scarico del bagno oppure viene svuotato in spazi esterni come l’orto e il giardino.

Questa azione, oltre a rappresentare un illecito (la legge vieta di smaltire l’olio delle fritture nei tubi delle fogne), ha un grave impatto sull’ambiente. L’olio esausto, infatti, non è biodegradabile, non è un rifiuto organico, e può perfino inquinare l’acqua potabile e inaridire il terreno dove viene buttato. Nella nostra rubrica in collaborazione con SmartRicicla vediamo qual è il modo più corretto per smaltire l’olio esausto.

Innanzitutto, va travasato in un contenitore ad hoc da tenere in casa fino a quando non è pieno. Solo allora, va conferito presso l’isola ecologica o negli appositi contenitori messi a disposizione dal proprio comune di residenza. In alternativa, è possibile portarlo ai distributori di benzina e ai supermercati attrezzati per raccoglierlo.

Se correttamente riciclato, l’olio esausto è una risorsa preziosa. Viene utilizzato per produrre lubrificanti per macchine agricole, glicerina per la saponificazione, biodiesel per automobili. Addirittura è stato prodotto biocarburante per aerei, come nel caso del Boeing 777-200 che collega New York con Amsterdam, andata e ritorno, il primo volo intercontinentale che utilizza biocarburante, in grado di ridurre le emissioni di CO2 del 20%. La società KLM, produttrice del velivolo ha deciso che, qualora i risultati dovessero continuare ad essere così soddisfacenti, il biocarburante verrà utilizzato per tuttala flotta in modo da ridurre le emissioni dannose dell’80%.

Contrariamente, se smaltito in maniera impropria, l’olio esausto seppur non nocivo è estremamente dannoso per l’ambiente. Oltre ai danni al sistema fognario, il rifiuto da oli e grassi vegetali e animali, rende sterile il terreno su cui viene versato. La terra, infatti, diventa impermeabile e non permette al sistema radicale delle piante l’assunzione delle sostanze nutritive necessarie a vivere. Se versato in acque superficiali forma un’estesa pellicola impermeabile impedendo alla flora e alla fauna acquatica lo scambio di ossigeno acqua-aria causandone la morte mentre, versato in falde acquifere profonde, ne compromette la potabilità.

RenOils, Consorzio giovane, senza scopo di lucro, che si occupa di aumentare ed efficientare la raccolta di oli e grassi alimentari esausti e il recupero ai fini ambientali, ha stilato un vademecum per smaltire correttamente l’olio che consumiamo nelle nostre cucine.

  1. Non gettare l’olio nel lavandino o nello scarico del bagno perché finisce nel sistema fognario delle città e, essendo l’olio altamente inquinante, altera la corretta depurazione delle acque, l’efficienza dei depuratori con conseguente aumento dei costi di gestione e di manutenzione degli impianti. La depurazione delle acque inquinate richiede costi quantificabili in 1,10 euro al kg ed è a carico dei cittadini;
  2. Inserire l’olio esausto in un contenitore ad hoc da tenere in casa finché non è pieno – consigliamo di usare un contenitore di plastica spessa e con un collo largo per facilitare il travaso da padelle e pentole (ad esempio le bottiglie dei succhi di frutta o il contenitore del detersivo liquido per la lavatrice);
  3. Una volta pieno, il contenitore scelto va portato all’isola ecologica più vicina a casa oppure l’olio esausto va buttato in appositi raccoglitori presenti nei Comuni di residenza.

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